DOMANDA
Buongiorno,ho 48 anni,svolgo un’attività per la quale sto in piedi per 4h al giorno oltre le normali attività domestiche.Le ultime RSM(che riassumo) evidenziano:
GINOCCHIO DX(subita meniscectomia 07/11):persistenza di parte del corno anteriore.Menisco est.lievemente meniscosico in corrispondenza del corno posteriore in assenza di frattura.Marcato assottigliamento delle cartilagini articolari femorotibiali sul compartimento laterale fino alla completa scopertura dell’osso subcondrale Si associano multiple aree di sofferenza ossea subcondrale a livello del piatto tibiale sul versante più interno e del condilo femorale laterale sul versante di carico per condropatia IV° Rotula in iperpressione est.
GINOCCHIO SX (sono appena stata dimessa dopo meniscectomia subtotale esterna,svuotamento cisti,regorarizzazione LCA con radiofrequenze):la risonanza ripete la stessa situazione dell’altro ginocchio per quanto riguarda le cartilagini e il grado di condropatia,rotula in lieve appoggio esterno,aggiunge piccola distensione fluida della borsa comune del gastrocnemio-semimembranoso con diametro assiale di 1cm ed estensione cranio caudale di 4cm.Ectasia venosa superficiale
Mi è stato detto che entrambe le ginocchia richiedono protesi ma intorno ai 60 anni.Il ginocchio dx è molto dolente,eseguo semestrali infiltrazioni di acido ialuronico
Le domando :il trapianto di staminali potrebbe aiutarmi?
Quale strada seguire per arrivare il più tardi possibile alle protesi e con meno dolore?
RISPOSTA
Per rallentare il progressivo peggioramento di un’artrosi di ginocchio occorre intervenire su diversi aspetti. Innanzitutto è opportuno agire sulle abitudini di vita per ridurre i traumatismi ed il sovraccarico funzionale dell’articolazione. Rientrano in questo aspetto alcuni provvedimenti quali la riduzione del peso corporeo, la modifica delle attività lavorative o ludiche (ad esempio evitare gli sport che sovraccaricano l’articolazione), privilegiare il movimento dell’articolazione in scarico (es. il nuoto, la bicicletta). Vi sono poi farmaci che agiscono rallentando la progressione della malattia come i condroprotettori sia per via generale che per iniezione intra articolare. Alcune terapie fisiche hanno il vantaggio di tenere a bada i sintomi legati all’artrosi (ad esempio il dolore, il gonfiore e la rigidità articolare) migliorando la qualità della vita dei soggetti affetti. Altrettanto dicasi per i farmaci antidolorifici ed antiinfiammatori che opportunamente dosati e/o combinati tra loro consentono di massimizzare l’effetto terapeutico riducendo gli effetti collaterali. Infine vi sono trattamenti chirurgici conservativi che mirano a riparare il danno articolare o modificare squlibri meccanici che sono parte importante della genesi dell’artrosi. Anche il trapianto di cellule cartilaginee rientra in questa filosofia chirurgica che mira a riparare il danno prima della sua evoluzione in artrosi. Le reali indicazioni nel ginocchio artrosico o preartrosico sono però attualmente molto limitate.