macroadenoma ipofisario

    DOMANDA

    Salve dottore, ecco il mio caso:

    nei mesi di luglio agosto 2009 nei primi mesi di gravidanza, ho cominciato ad accusare uno strano calo di vista.Mi hanno detto che era normale in gravidanza. Ho voluto fare ugualmente una visita oculistica il 5 marzo 2010.L’oculista mi ordina esami più approfonditi, tra cui il campo visivo, più esame neurologico, risultato: adenoma ipofisario.

    Il 18/3 partorisco, il 14/4 subisco una craniotomia con asportazione parziale dell’ipofisi per importante lesione (4,5 cm).Adesso sto abbastanza bene, ho recuperato quasi totalmente la vista e sto facendo una terapia ormonale sostitutiva: cortone acetato (3/4 di pastiglia da 25mg)eutirox (da 50) e 2 compresse di minirin (da 60) per il diabete insipido ipofisario.Non mi è ancora tornato il ciclo, ho fatto gli ex per prendere la pillola.Esistono in letteratura casi analoghi al mio?Ho speranza di tornare a condurre una vita normale? potrò ancora avere figli? La ringrazio e la saluto cordialmente. Angela

    RISPOSTA

    Gentile Sig.ra,

    sicuramente Lei non è il primo caso nè purtoppo l’ultimo; i macroadenomi ipofisari fanno parte di una patologia endocrina non frequente ma che nei centri di riferimento endocrinologici sono pratica quotidiana. Inoltre durante la gravidanza l’ipofisi aumenta di volume e quindi un piccolo adenoma, che anche se non dava seegni di sè può moltiplicxare di volume e dare segni clinici di compressione come nel suo caso. Dopo l’intervento, la terapia sostitutiva ormonale ben condotta su tutti gli assi della funzione ipofisaria ei monitorata dallo specialista consente una vita normale. Per la gtravidanza, poichè la funzione ovarica non è compromessa, Lei è tecnicamente fertile e come tale può avere altri figli; a tale scopo è importante comunque valutare la riserva eventale di FSH e LH con un test di stimolo con GnRH e l’entità del residuo iupofisario, se presente, per la cura più appropriata. Per cui si affidi tranquillamente al medico o centro specialsitico endocrinologico di sua fiducia.

    Cordialmente

    Prof. Andrea Fabbri