Adenocarcinoma prostatico

    DOMANDA

    Gen.mo prof. Sciarra,
    Le scrivo per mio padre: recentemente gli è stato diagnosticato un adenocarcinoma prostatico a seguito di agobiopsia prostatica transrettale ecoguidata, che ha mostrato assenza di lesioni tumorali nel lobo destro, mentre nel lobo sinistro in 2/4 cilindri è stato rilevato adenocarcinoma con quote a medio grado di differenziazione e quote scarsamente differenziate, infiltrante (tipo 3 – 4 secondo Gleason), per le estensioni del 5 e del 30%.
    Al momento dell’agobiopsia gli esami di routine mostravano livelli di PSA 4,53 ng/ml ratio 11%.
    L’ecografia mostra: prostata con volume modicamente aumentato, ecostruttura omogenea. RPM non significativo.
    L’E.R. mostra: prostata di dimensioni aumentate, simmetrica, superficie liscia, consistenza parenchimatosa.
    Mio padre ha 65 anni ed è in buone condizioni di salute generale.
    Gli è stata consigliata una prostatectomia radicale retropubica; mi è parso di capire che questa soluzione nella maggioranza dei casi comporta problemi nel mantenimento della continenza urinaria; esistono soluzioni terapeutiche alternative ugualmente valide?
    In attesa della Sua cortese risposta, Le porgo
    Distinti Saluti

    RISPOSTA

    Buongiorno;
    in un soggetto in buone condizioni generali, eta’ 65 anni, diagnosi piuttosto precoce di adenocarcinoma prostatico con PSA <5.0 ng/ml, le opzioni terapeutiche sono: prostatectomia radicale e radioterapia.
    La prostatectomia radicale ha il vantaggio , se il tumore e’ realmente confinato all’interno della prostata, di rimulvere radicalmente prostata e neoplasia. Quindi nel lungo tempo puo’ avere un rischio di ripresa di malattia minore.
    La possibilita’ di complicanze e’ anche legata alla precocita’ della diagnosi. In questi casi il rischio di incontinenza e’ molto basso e si puo’ programmare una tecnica nerve sparing con possibilita’ anche di mantenere la funzione erettiva.
    relativamente alla sua domanda sul rischio di incontinenza urinaria, dopo intervento puo’ essere presente un periodo in cui il paziente ha perdite urinarie prevalentemente sotto sforzo. Successivamente questa situazioni migliora spontaneamente o possono essere utilizzate tecniche di riabilitazione del piano perineale (tecniche non invasive di elettrostimolazione e biofeedback) per velocizzare la normalizzazione nelle perdite minzionali.

    Cordiali saluti
    Prof Alessandro Sciarra
    Prostate Cancer Unit
    Policlinico Umberto I
    Universita’ Sapienza
    Roma