Perché respingo un uomo bello?

    DOMANDA

    Buongiorno,
    provo un po’ di vergogna a fare la mia domanda, anche perché ho passato l’adolescenza… invece come una teenager qualsiasi mi sono invaghita e non so come reagire! Dopo la brutta fine della storia con il mio ex mi sono presa una lunga pausa. Ho poi incontrato per caso un conoscente, coinquilino di un’amica. Dopo tanti uomini, questo mi ha colpito perché sembrava interessato più ai discorsi che faccio che al mio corpo, per niente bello. Ha fatto tutto quello che era in suo potere per mostrare interesse, ha flirtato in modo diretto e pulito, io all’inizio ho un po’ giocato, ma poi ho lasciato cadere la cosa. Era come se lui mi accogliesse e io non volessi essere accolta… e alla fine tristemente ho vinto io! Il disagio che ho provato a essere “ammirata” per quello che ero si prolunga fino a oggi e non mi lascia: penso che avrei potuto cedere, almeno un po’, poi però mi sono presa paura. In fondo è più facile con gli uomini a cui interessa una relazione principalmente sessuale. Non riesco a perdonarmi di avere respinto le belle attenzioni di una persone che in fondo mi voleva solo conoscere. Sarà difficile che io riveda quest’uomo (particolarmente bello), quindi mi dico di dimenticare, di non tormentarmi più con pensieri ossessivi e di smettere di pensare che sono una stupida. Di passare al prossimo, che verrà. Ma non mi riesce. Quali sono le domande che mi dovrei fare su cui riflettere per lasciarmi questa storia e queste brutte sensazioni di inadeguatezza alle spalle?

    RISPOSTA

    Carissima, apprezzo molto la sua limpidezza e chiarezza di vedute. Mi chiede ‘Domande da farsi’. Ecco le principali: ‘Sono oggi la stessa di allora?’. E quindi ‘Cosa cerco nella relazione con l’altro (uomo o donna) e cosa sono disposta a dare, naturalmente oggi ?’. ‘E’ davvero così necessario giudicare le esperienze (e quindi anche le persone)? Non può bastare la fatica di viverle?’… e quindi: ‘Chi sono diventata, quali parti di me ho scoperto, di quali nuove forze posso disporre ora?’. Oltre ai quesiti le suggerirei anche ‘tempi’. La vita psichica va oltre (o viene prima) dei tempi oggettivamente misurati o misurabili. Ciò che più percepiamo e apprezziamo è di solito un cambiare dei ‘tempi’: prima di quel giorno in cui ci siamo lasciati, dopo il trasferimento in un’altra città, dal momento in cui ho iniziato il lavoro attuale (per fare qualche esempio generale).. Questi ‘cambiamenti’ possono costituire fratture oppure occasioni per elevarsi. Dipende da noi e da quanto sappiamo riconoscere in essi la caratteristica di ‘momenti significativi’. Questo mi pare sia per lei uno di questi momenti. E’ significativo che adesso, proprio ora, senta il bisogno di interrogarsi e dare una svolta. E’ il suo tempo. Lo viva in serenità, cercando di cogliere tutti i segnali per crescere, per accettarsi, per volersi bene com’è. Insomma per ben disporsi ad amare e lasciarsi amare. Le sorrido e le auguro di scoprire presto la sua freschezza, bellezza e ricchezza interiore.