Prolasso rettale

    DOMANDA

    Buona sera,

    soffro da circa un anno di disturbi al retto che si manifestano in uno “stimolo” (con anche fuoriuscita di muco e feci) ogni qual volta orino.

    Ciò ha provocato altresì una emorroide (III grado) con saltuari modesti sanguinamenti.

    Mi hanno diagnosticato un prolasso rettale prospettandomi come soluzione l’intervento definito “metodo Longo”.

    Pur conscio che le poche informazioni che le ho fornito non consentono certamente una diagnosi accurata Le chiedo cortesemente di esprimere il Suo parere riguardo la situazione esposta.

    In particolare vorei sapere se l’intervento proposto risolve in modo definitivo il problema e/o che tipo di ricadute potrebbero aversi.

    Ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

    RISPOSTA

    gentile lettore,
    purtroppo non posso essere molto preciso in quanto avrei bisogno di acquisire alcuni dati:credo di aver capito che si tratta di un prolasso rettale nell’uomo, che è certamente una situazione più semplice che nella donna, dal momento che non c’è interazione con altri organi pelvici come l’utero o la vescica.
    In genere oggi si parla di prolasso muco-emorroidario , ossia di una dislocazione verso il basso della mucosa al di sopra del canale anale e delle emorroidi con sanguinamento senso di peso ed ostruzione e produzione di muco.
    Nell’uomo in genere l’intervento di Longo è risolutivo a patto che non ci siano noduli emorroidari esterni molto pronunciati perchè la metodica in questi casi è inefficace e questi elementi restano praticamente intatti.
    Nella donna occorre invece una documentazione completa attraverso una colpo-cisto-defecografia oggi in versione dinamica o RMNuna eventuale manometria e una valutazione urodinamica perchè la Longo da sola potrebbe essere insufficiente, anzi quasi sempre lo è, ed è necessario associare più trattamenti ,anche uroginecologici .