paure dei bambini

    DOMANDA

    Buona sera volevo chiederle come si possono aiutare i bambini a superare paure molto forti per aiutarli ad affrontare meglio le situazioni, ho un bambino di 6 anni che ha una paura folle del male, se ha una scheggia o una spina è un caos riuscire a toglierla ci vuole un sacco di tempo e tanta pazienza,per fare le vaccinazioni è stato uno dei pochi bambini che ha pianto era terrorizzato. io credo che sia rimasto scioccato da piccolo a 19 mesi è caduto contro uno spigolo e ha dovuto mettere 2 punti nel sopracciglio eravamo in 5 a tenerlo e suo papà ha un terrore x gli aghi che non riesce a superare. Io sono sempre stata una gran fifona ma mai x queste cose faccio regolarmete controlli esami del sangue e alcune volte l’ho portato con me per aiutarlo ma x ora non ho trovato la strada giusta. sono preoccupata xchè è così terrorizzato che gli viene mal di pancia e anche il vomito quando deve affrontare una cosa. Siccome io ho sofferto di attacchi di panico non vorrei renderlo così vulnerabile.

    RISPOSTA

    Salve, il suo bambino ha bisogno di essere rassicurato, e forse finora le sue esperienze con cose dolorose come la scheggia o la caduta da piccolo sono state troppo improvvise. Una delle cose che fa più paura ai bambini è vedere che i grandi hanno paura.I bambini generalmente sono molto bravi a leggere sulle facce quello che succede e a volte le facce esprimono preoccupazione, mentre le parole cercano di essere rassicuranti Quindi la regola d’oro è quella di essere tranquilli, se voi grandi non ci riuscite dovreste fare anche voi un “allenamento” in questo senso.

    Per il bambino funziona il fatto che succede quelle che i grandi hanno previsto, quindi se si tratta di mettere un cerotto perchè dopo il sangue smette di uscire, è confortante sapere che questo succederà. Se si dice “non è niente è solo una puntura, come un pizzico” e poi il bambino sente un dolore superiore alle sue aspettative, si aspetterà sempre più di quello che gli dite. In questo caso è meglio dire “è una cosa che fa male, ma non fai in tempo a contare fino a tre che è già passato”. E ogni volta che succede qualcosa si può provare a contare quanto tempo dura il dolore. Per dimostrare meglio questa cosa si può contare davanti a lui quanto dura il dolore che si fa la mamma quando si fa male, dicendo per esempio: “aiutami a contare così passa prima”.

    Sarebbe bene approfittare di ogni piccolo episodio (una caduta con un’escoriazione, o un livido) per dirgli cosa succede e guardare insieme la guarigione, o la fine del fastidio, stabilendo così nella sua memoria che voi sapete bene cosa aspettarvi, e creando delle tracce da riprendere in situazioni più dolorose: “ti ricordi quando sei caduto?….” “quanto abbiamo contato?”

    Ovviamente gli episodi come quello dei punti o come le vostre paure non andrebbero raccontati davanti a lui, e semmai potreste chiedere a lui di raccontarvi quello che fa lui per rassicurare un suo amico di scuola, quando gli succede qualcosa, rinforzando la sua capacità di essere tranquillo quando gli amici di scuola hanno avuto paura di qualcosa. Dopo aver fatto questo si può anche riportarlo a vedere il prelievo della mamma, ma se non ha già raggiunto un pò di sicurezza questi episodi si rivelano controproducenti.

    Se il bambino continua ad avere atteggiamenti eccessivi dopo avere utilizzato queste strategie comportamentali, data la familiarità per attacchi di panico, potrebbe essere utile farlo vedere dal neuropsichiatra della vostra ASL di riferimento.