DOMANDA
Salve.Mio padre 72 anni,dopo tanti controlli al Psa poichè i valori erano arrivati a 22 ed oltre,ha fatto delle biopsie.La penultima a sett.scorso non aveva rilevato nulla (circa dieci prelievi).Quella di metà dic.(su circa 20 punti)ha riscontrato un adenocarcinoma.Il medico parla di intervento a breve.Ha prescritto degli ormoni per frenare la crescita delle cellule e chiede una Tac e scintigrafia.Gli appuntamenti trovati vanno a fine gen e inizio feb.
Mia madre segue la cosa quindi non ho dati più precisi, ma gradirei sapere se possiamo aspettare quelle date o se si deve pensare ad appuntamenti urgentissimi e quindi ad un intervento piuttosto tempestivo.La ringrazio per la disponibilità.
RISPOSTA
Buongiorno,
per sapere la importanza clinica (e quindi l’urgenza) di questa diagnosi bisognerebbe sapere il Gleason score (cioe’ il grado di aggressivita’) del tumore prostatico trovato alla biopsia e sempre incluso nel referto istologico.
In genere a 72 anni si puo’ eseguire un intervento chirurgico per adenocarcinoma prostatico se rischio operatorio non elevato e se il tumore non e’ in fase metastatica (ecco opportunita’ di eseguire prima una TC ed una scintigrafia ossea TB).
Un’altra alternativa valida e’ la radioterapia esterna che attualmente con le nuove metodiche (IMRT) , per questa eta’ puo’ dare risultati simili alla chirurgia.
Esistono in alcuni dipartimenti urologici , come il nostro ad esempio, delle Prostate Unit che attraverso un percorso obbligato multispecialistico, garantiscono l’esecuzione ed il completamento dell’iter sia diagnostico iniziale sia preoperatorio in tempi limitati e con metodiche di alta specializzazione.
In questo modo si possono ridurre i tempi di attesa che comunque, in caso di diagnosi di neoplasia, dovrebbero essere sufficentemente brevi.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Prostate Unit Roma