DOMANDA
Egr, Prof.,
sono una donna di 56 anni,che soffre di cefalea da 50 anni.Ho fatto tante cure e conseguente abuso di farmaci, ultimi in ordine di tempo i triptani. Le preciso che a dicembre ho avuto ben 15 attacchi, tanto per intenderci.Negli ultimi tempi gli analgesici non mi fanno più effetto,infatti mi è stata diagnosticata una cefalea cronica refrattaria e mi è stato consigliato l’impianto di un pacemaker ad impulsi, con una sacca nel gluteo che conterrebbe l’apparecchietto, dotato di un telecomando e ricaricabile con una cintura ogni giorno. Non ho ben capito su cosa agirebbe e come funzionerebbe, ma le chiedo: è una tecnica sicura e ben sperimentata? ci sono controindicazioni? posso affrontarla serenamente? sappia che sarei disposta a qualunque cosa pur di vivere una vita meno faticosa e dolorosa, ma a patto di avere delle buone aspettative.
Grazie e distinti saluti.
RISPOSTA
gentilissima
la terapia che mi segnala fa parte delle cure proposte per i pazienti con forme refrattarie, ovvero insensibili ad ogni terapia “classica”.
Per assegnare tale terapia esistono criteri ben definiti che tengono conto, oltre che delle cure già fatte, anche delle condizioni psicofisiche del paziente, del suo quadro umorale, della sua situazione internistica. Se chi le ha prescritto questa cura ha come credo tenuto conto di questi criteri, credo abbia colto la necessità in un caso cronico ad alta disabilità. Di conseguenza la scelta mi sembrerebbe corretta ed adeguata