DOMANDA
Ho 68 anni.Recentemente sono stato sottoposto ad una biopsia (21 prelievi).Il referto è: adenocarcinoma prostatico bilaterale 3+3 di gleason (GPS 3+3=6 in 4/21 prelievi positivi bilateralmente) PSA prebiotico 4,7 ng/ml. Stadio cT1cNxMx.La classe di rischio è BASSA (NCCN).Mi sono state proposte in alternativa: PROSTATECTOMIA RADICALE / BRACHITERAPIA previa valutazione specialistica/ RADIOTERAPIA CONFORMAZIONALE ESTERNA.Io preferirei la BRACHITERAPIA o la RADIOTERAPIA CONFORMAZIONALE ESTERNA, ma ho sentito pareri sfavorevoli: con quest’ultima vi sono possibili effetti a lungo termine sulla vescica e sul retto e con entrambe, se il tumore recidiva, la chirurgia “di salvataggio” potrebbe comportare rischio di complicazioni. Inoltre ho letto che solo con la prostatectomia radicale si ha la certezza (o quasi) di una guarigione completa. Vorrei inoltre un Suo parere sul’efficacia del robot Da Vinci per ridurre le probabilità di incontinenza e impotenza, Cordiali saluti GIORGIO
RISPOSTA
Penso che l’opzione prostatectomia radicale sia quella da seguire. Lo stadio clinico, l’età ed il basso numero di prelievi positivi, fanno infatti propendere per la chirurgia . La robotica dà una migliore ripresa della continenza urinaria e migliori risultati nel risparmo dei nervi erigendi.
La seconda opzione è certamente la Brachiterapia ma solo con volumi prostatici inferiori ai 50 cc. Nella nostra esperienza i temuti effetti collaterali sul retto e sulla vescica sono stati poco frequenti ed i casi di fallimento che hanno richiesto una prostatectomia radicale di salvataggio rari.
cordiali saluti