Trattamento post trapianto nervo radiale

    DOMANDA

    Buongiorno Dottore,
    sono stata operata da lei (e dellla dott.ssa. Grimoldi) al Policlinico di Milano nel 1998 e nel 2003.
    Mi avete eseguito una ricostruzione di 5 cm del nervo radiale che era stato danneggiato/schiacciato contro l’osso e quindi fatto morire dai mezzi di sintesi utilizzati per tenere uniti fra loro i vari frammenti di omero durante un intervento di osteosintesi dell’omero eseguito in modo errato all’Ospedale Civile di Sondrio. 
    Ora, vorrei capire se lei visita ancora a Milano e se da settembre è disponibile per una visita in Libera Professione. Vorrei avere un consulto con lei in merito alla rimozione dei mezzi di sintesi che ancora sono presenti nel mio braccio sinistro. Mi domando se sono pericolosi, se il mio corpo può decidere di rigettarli da un momento all’altro, etc etc…
    Inoltre, purtroppo, come nel 2003, il dolore al tatto ed al minimo contatto della parte più esposta del braccio sinistro è fortissimo correlato ad una scossa di corrente.
    E’ necessario che io faccia, preventivamente, un esame Elettromiografico?
    L’ultimo che ho risale al 2008, se non erro…
    La ringrazio per il tempo dedicatomi e le porgo distinti saluti.

    RISPOSTA

    io visito a milano il mercoledì mattina al centro medico di via fontana 14 (tel 0255181454). Mi spiace che lei abbia ancora dolore (nel territorio del radiale limitato al suo ramo cutaneo posteriore brachiale, suppongo -se il dolore è sul braccio e posteriormente – oppure nel territorio del ramo superficiale del radiale, se il dolore è sul dorso della mano e verso il pollice-). Forse è possibile fare qualcosa, forse l’uno o l’altro di tali rami sensitivi è stato secondariamente intrappolato nella cicatrice del sottocute o a quel tempo era stato schiacciato in modo tale dalla placca che vi si è formato successivamente un neuroma d’amputazione. Quanto alla elettromiografia direbbe senz’altro meno della clinica. E’ facile invece da questa capire se vi è stata una ripresa motoria o meno. Per quella sensitiva, questa ripresa, se vi è stata, lo è stata certamente in modo non completo. Ove si localizzi il suo dolore, nella medesima area cutanea, con una configurazione più circoscritta, dovrebbe esservi infatti un disturbo della sensibilità cutanea. D’altra parte quel ramo nervoso sensitivo interessato, (interrotto, perchè le sue fibre non avanzano in rigenerazione in quanto impedite da cicatrice o altro) dovrebbe sempre dare clinicamente segno del suo blocco con l’evocabilità di un sovrastante Tinel positivo (alla percussione in quel dato punto cutaneo del braccio si avrebbe una scossa). Le fibre di quel ramo sensitivo del radiale, che sono nude, senza guaina mielinica, e che hanno una continua crescita disordinata locale, perchè non riescono a proseguire lungo il percorso dell’antico nervo cutaneo (dovrebbero seguire la membrana basale della ex guaina mielinica), hanno comunque finito per costituire in quel punto di blocco una sorta di megarecettore, pronto a farle scaricare massivamente in senso centripeto e in questo modo a far sì che il sistema nervoso centrale sia obbligato ad interpretare qualunque stimolazione tattile da quelle arrivi, come dolorosa. Mi sembra che per Lei ciò (questa sensazione dolorosa) si attui già solo col movimento del braccio o con lo sfioramento dell’area cutanea interessata. Quindi è da vedere se si può fare qualcosa ancora in senso chirurgico, dato che i farmaci servirebbero a poco. Se non c’è spazio per ulteriore chirurgia, allora il problema potrebbe essere risolto con l’impianto, vicino a quel megarettore di cui si diceva, di uno stimolatore elettrico che interferisca con il suo continuo invio di impulsi al sistema nervoso centrale (ove questi impulsi, originariamente tattili, sono interpretati come dolore).
    Questo così potrebbe essere il suo programma terapeutico: se non vi è stata nessuna ripresa del nervo, nè motoria, nè sensitiva, impianto di stimolatore epidurale sulle colonne dorsali, se vi è stata invece ripresa (motoria e sensitiva, e quest’ultima almeno parziale), esplorazione chirurgica sul sito del Tinel positivo. Se dall’intervento sul supposto intrappolamento secondario (o sul neuroma di amputazione, che sarebbe lo stesso) non si ottenesse poi risultato sul dolore, si programmerebbe l’impianto di uno stimolatore periferico, lungo il percorso del rametto interessato.