DOMANDA
Gentile dottore, ho 51 a.Nel 1995 ed in seguito nel 2010 mi sono sottoposta a mastoplastica additiva per uso estetico. Le vorrei sottoporre l’esito dell’eco effettuata poco tempo fa.Sono molto preoccupata dalla presenza del versamento peri-protesico tanto da pensare di rimuovere le protesi, ho paura di aver messo a rischio la mia salute per un capriccio.” Ghiandole mammarie a profilo cutaneo regolare; assenza di retrazioni patologiche delle superfici areolari. Tessuti adiposi sottocutanei e retrommari regolari e normo-clivabili. Ad ecostruttura disomogenea, dal pattern di tipo fibro-adiposo, con rinforzo diffuso dell’impalcatura stromale di base ed evidenza a dx, in periareolare supero-esterna, di una microcisti da ritenzione: transonica con rinforzo di parete posteriore di 3,1mm: priva di segnale vascolare interno e di effetto distorsivo sui tessuti circostanti. Assenza di aree di distorsione parenchimale, a risoluzione ecografica. Dotti galattofori lievemente dilatati. legamenti di Cooper a decorso regolare, con risposta elastica alla pressione distrettuale. Regolare rappresentazione dei flussi al Power e Color Doppler. Assenza bilaterale di linfonodi loco-regionali di significato patologico. Impianto protesico dal profilo lievemente corrugato, con presenza a dx di una falda transonica di versamento peri-protesico.” La ringrazio cordialmente
RISPOSTA
Gentile signora,
desidero innanzitutto rassicurarla sul referto che ha allegato, il responso e’ del tutto negativo riguardo possibili patologie delle ghiandole mammarie.
Il suo unico impegno nel futuro sara’ quello di sottoposi con regolarita’ ai controlli di screening mammografico previsti per le donne che hanno superato i 50 anni: mammografia con cadenza annuale eventualmente associata, per completezza diagnostica, ad ecografia.
Per quanto riguarda invece l’evidenza di un versamento attorno alla protesi di destra, associato ad un modesto corrugamento della superficie protesica; non si tratta di un evento raro, ne’ pericoloso.
Si tratta in genere di una modesta raccolta di siero all’interno di quella capsula che si forma sempre attorno alle protesi che sono pur sempre dei corpi estranei.
L’organismo li riconosce come corpi estranei, li isola formando attorno ad essi un tessuto simile a quello cicatriziale (la capsula appunto), all’interno del quale spesso si puo’ formare una modesta raccolta sierosa.
Le consiglierei piuttosto, per completezza diagnostica visto che l’eco parla di lieve corrugamento della superficie protesica, di eseguire un esame di secondo livello specifico per valutare lo stato non tanto della ghiandola, ma delle protesi stesse.
L’esame di scelta in questo caso e’ la risonanza magnetica.
Questo le permettera’ di sciogliere ogni dubbio riguardo sia l’ eventuale rottura di una protesi, sia l’eventuale formazione di una contrattura della stessa capsula.
Cordiali saluti
dr. Ranieri Mazzei
chirurgo plastico a Milano