DOMANDA
Buonasera Dott.ssa,
Nell’ agosto del 2010 mio padre, 63 anni, è stato operato per un tumore alla prostata. L’operazione è andata più che bene ma alle successive visite di controllo gli veniva consigliato un ciclo di radioterapia da 30 sedute “per dirimere ogni dubbio” nonostente i successivi esami fossero tutti ok. Questa è la prima volta che mio padre è entrato in ospedale poichè ha sempre goduto di una salute di ferro, grazie anche ai cadenzati controlli a cui si sottopone. La sua ripresa a seguito dell’asportazione totale della citata ghiandola è stata buona ed a suo dire non ha riscontrato successive rilevanti conseguenze tanto che dichiara uno stato di salute invidiabile per la sua età.
A questo punto desidero chiderLe: queste sedute di radioterapia sono veramente necessarie, come riferitoci, per stare più che tranquilli? Posso fidarmi (lavoro in altra città) se mio padre guida per 90 km tra andata e ritorno per andare a fare la radioterapia, ci potrebbero essere dei pericoli?
RISPOSTA
Carissimo,
Senza conoscere l’istologia di tuo padre faccio fatica a darti un parere preciso.
Quello che posso dirti è che il trattamento radiante dopo un intervento sulla prostata per tumore trova indicazione se c’ è un rischio elevato che la malattia si ripresenti (come succede quando la malattia ha infiltrato i margini di resezione o le vescicole seminali o si è estesa oltre la capsula della prostata o quando il PSA si mantiene elevato dopo la chirurgia). Ti consiglio di chiedere ai medici che seguono tuo padre il motivo della loro decisione, sapranno sicuramente rispondere meglio di me alle tue domande.
Per quanto concerne la possibilità di guidare, i disturbi da radioterapia sono diversi a seconda della tecnica radiante utilizzata, della costituzione fisica del paziente e dei campi da trattare ma se il papà, come mi dici, è in ottime condizioni generali non avrà problemi a tollerare il trattamento e a guidare per raggiungere l’ospedale.
I miei più cordiali saluti.
Dr.ssa Gabriella Farina