Chiarimenti su diagnosi di celiachia

    DOMANDA

    Egr. Proff. Calabrò, nel 2010 ho eseguito una gastroscopia con biopsia della quale il risultato è stato: altezza villi conservata, aumento linfociti T (CD3+, CD8+)intraepiteliali, reperto istoligico compatibile diagnosi celiachia tipo 2 secondo Marsh. Nelle analisi genetiche risulta presenza degli alleni DQA1*03 e DQB1*0302 codificanti per DQ8. Gli anticorpi IgG 7,3 IgA 2,2 antiendomisio negativo. Mi è stata confermata la diagnosi di malattia celiaca e ho iniziato la dieta senza glutine non avendo più i sintomi di stitichiezza, dolori e gonfiore addominali, formazione di afte, anemia. Ultimamente ho di nuovo forti dolori addominali e stitichezza, è stata messa in dubbio la diagnosi di celiachia parlandomi di diverticoli e mettendo in discussione anche la dieta senza glutine, per questo Le chiedo un consulto dato che sono molto confusa. Vorrei sapere come fare per poter eseguire una visita presso il centro che Lei dirige.

    RISPOSTA

    Cara Carla,
    francamente ritengo che la diagnosi di celiachia non fosse supportata dai risultati istologici e di laboratorio che mi ha descritto. La semplice presenza del DQ8 non autorizza a fare diagnosi di celiachia. sta di fatto che dopo la dieta le sono scomparsi, anche se solo transitoriamente, molti dei sintomi che accusava. Potrebbe trattarsi di una sensibilità al glutine non-celiaca ma è altrettanto vero che la semplice presenza di diverticoli potrebbe giustificare la ripresa dei disturbi.
    Le consiglio comunque di fissare una visita specialistica, telefonando al CUP (055/7946437)
    Cordiali saluti
    Prof. A. Calabrò