attacchi di panico

    DOMANDA

    Buongiorno sono Dora. Mio fratello di 35 anni soffre da 12 anni di attachi di panico o meglio la paura adesso che gli venga un attacco-la sua difficoltà sono gli spostamenti.Abbiamo subito affrontato con terapie psichiatriche e psicologiche individuali e familiari il problema.C’è stato anche un breve periodo di un anno che ha affiancato la cocaina e l’alcool. ma con l’aiuto di un farmacologa sono due anni che non ne fa uso; ma è regredito molto non riesce a spostarsi neanche in città ha i suoui percorsi obbligati. Adesso attualmente sta svolgendo una terapia individuale cognitiva comportamentale e prende i seguenti farmaci: WELLBUTRIN 1 MATTINO – ENTACT 1 POMERIGGIO – ABILIFY 5 MG A SERA.Ma è quasi un mese che è giu’ di morale (depresso)non riesce a concentrarsi sul lavoro, non vedo più mio fratello sorridere e soprattutto non ha neanche voglia di seguire le tecniche date dalla psicologa. Datemi un consiglio lui si chiude a guscio, un guscio impenetrabile.

    RISPOSTA

    La cura del DAP può essere molto complessa. Dietro al sintomo possono esserci traumi infantili non risolti. la nostra associazione www.eurodap.it ha infatti un protocollo d’intervento integrato e le tecniche da noi usate comprendono sicuramente un’approccio cognitivo-comportamentale, ma oltre che rivolgersi alla gestione del sintomo si cerca il motivo profondo che ha generato la paura di perdere il controllo. Usiamo E.M.D.R. per risolvere la memoria traumatica del sintomo stesso, che è la responsabile dell’instaurazione del meccanismo della paura del sintomo stesso. Per quanto riguarda la cura farmacologica confrontatevi con il neurologo che lo sta seguendo, e sarà lui in relazione alla valutazione dei sintomi del momento che deciderà come intervenire con i farmaci. Non demordete dal panico si può uscire, ma è necessario oltre ad imparare tecniche di gestione, trovare il motivo della nostra paura.