calcoli renali

    DOMANDA

    Buongiorno, ho 60 anni, da una ecografia all’addome, si sono evidenziati due calcoli con diametri di mm.10 circa l’uno, sul gruppo caliceale del rene sinistro.

    Visto che per il momento non mi danno alcun disturbo, vorrei un Suo parere se è il caso per il momento di non fare niente, oppure se opportuno fare un trattamento di litotrissia extracorporea ESWL, ed in tal caso, quali potrebbero essere le controindicazioni.

    La ringrazio per la Sua cortese risposta.

    RISPOSTA

    La litotrissia extracorporea è indicata per i calcoli posti nella pelvi renale, nei calici, nel primo tratto dell’uretere e in quello vicino alla vescica. Essa è scarsamente indicata per i calcoli posti nel tratto intermedio dell’uretere.

    L’ESWL è in genere indicata per frammentare calcoli di dimensioni inferiori a 2 cm di diametro perché con calcoli più grossi possono essere necessario più sedure sia perchè l’eliminazione dei frammenti può essere più problematico.

    In base poi alla sede del calcolo, la ESWL ha una percentuale di successo del 80% per i calcoli situati nella pelvi renale. Per i calcoli dei calici superiori la percentuale di successo è di circa il 70%. Viene invece poco indicata per i calcoli dei calici inferiori, dove la percentuale di successo scende al 50%.

    E’ una procedura in genere ben tollerata, anche se ha alcune controindicazioni. Per esempio nelle persone obese può essere difficile puntare l’onda d’urto sul calcolo; inoltre questa può giungere attenuata (e quindi meno efficace) sul calcolo stesso.

    E’ inoltre da evitare in pazienti con aneurisma dell’aorta addominale e dell’arteria renale, disturbi della coagulazione e per il rischio concreto di provocare ematomi o sanguinamenti.

    Quanto all’opportunità di eseguire la terapia quando i calcoli sono stati scoperti per caso (come mi pare di capire sia stato per lei) è difficile dare un parere per lettera.

    Cordiali saluti

    Giuseppe Remuzzi