DOMANDA
illustre dottore,sono il papà di una ragazza di 14 anni alla quale 3 mesi fà gli è stata diagnosticata la sindrome di janz. segue una terapia con assunzione di keppra 2 gr al giorno. nonostante tutto continua ad avere ancora crisi a distanza di pochi giorni o addirittura 2 in un giorno(10 intutto).mi devo preoccupare? la terapia è giusta? posso fare altro? cordiali saluti
RISPOSTA
La sindrome di Janz è in genere ben responsiva alla terapia. Esistono diversi farmaci indicati in questa forma e ciascuno risponde in modo diversificato, per cui l’inizio della terapia è sempre un momento “critico”: il fatto che la risposta non sia completa non vuol dire che quella forma sia peggiore di un’altra ma solo che quell’inidividuo sarà più responsivo ad un altro farmaco. L’importante è non scoraggiarsi subito e tenere ben presente questi dati, perchè purtroppo non abbiamo nessun indicatore che ci fornisca indicazioni immediate su quale sia il farmaco più indicato per quella persona ( a meno ovviamente che non ci siano effetti collaterali e/o altre terapie in atto che controindichino l’uso di questa o quella molecola). Nel caso di una ragazza poi dobbiamo anche tener presente l’eventuale possibilità di effetti su una eventuale terapia anticoncezionale o in gravidanza anche se siano situazioni molto futuribili,perchè “smontare” una terapia antiepilettica è una cosa che richiede tempo (almeno qualche mese) e pazienza e può anche scuotere un equilibrio che si era creato,per cui va seguita attentamente. Pertanto quello che può fare è riferire al suo neurologo tutti gli elementi ( frequenza delle crisi, tipologia, effetti collaterali possibili, alterazioni intestinali che possano variare l’assorbimento del farmaco, costanza nell’assunzione) che lo aiutino nello scegliere la soluzione migliore per sua figlia, la quale per altro è ancora in crescita quindi con un disequilibrio costante delle varie funzioni a cui ci si deve adeguare passo passo con la terapia. Sperando di essere stato chiaro ed utile, La saluto