DOMANDA
Buongiorno,
ho 42 anni, ho sempre avuto un elevato senso della reponsabilità e del dovere nello studio e nel lavoro, sono precisa, ordinata, metodica, a volte perfezionista e razionale nelle scelte. Al contrario, sono particolarmente incostante nei rapporti sentimentali, vivo costantemente il conflitto interiore tra una parte di me che si “impone” di portare avanti un rapporto in vista del raggiungimento di stabilità affettiva come obiettivo di vita e quella che invece tende alla libertà individuale.Quando le due parti si scontrano , vado completamente in crisi, manifesto sintomi di disagio e sofferenza e, conseguentemente, arrivo a farmi lasciare dal partner che vede nella mia incapacità di andare a fondo nelle cose e nel mio interesse scostante verso di lui un segno di inaffidabilità a lungo termine.Come è possibile essere così tanto costanti sul fronte lavorativo ad es. e non ruscire a tenere l’impegno in una relazione di coppia?
RISPOSTA
E’ possibile, anzi siamo di fronte ad una situazione diffusa. Molte persone , totalmente affidabili, competenti e pienamente realizzate sul piano professionale, soffrono di una sorta di “schizofrenia” sul piano affettivo, risultando così inconcludenti e spesso incapaci di gestire una relazione a lungo termine. Tale comportamento è determinato dalla difficoltà di gestire le proprie emozioni e consentire ad esse di estrinsecarsi liberamente senza essere coartate. Impegnarsi in una relazione affettiva significa mettersi in gioco nella propria essenza e questo è molto più impegnativo che mettere in gioco le proprie competenze tecniche. Di fronte all’altro la “maschera” cade e ci si ritrova virtualmente nudi e privi delle difese del nostro “sapere” e del nostro “fare”. Occorre pertanto allontanare i pensieri irrazionali e le esigenze di perfezione e di paura di soffrire per lasciare spazio alla parte più intima e anche vulnerabile.
Le emozioni vanno vissute interamente senza paludamenti. Un percorso di conoscenza personale può aiutere a superare gli ostacoli posti da una eccessiva razionalità che sfocia nella negativa irrazionalità