comprendere una tac

    DOMANDA

    Eg. prof. sono una sig. di Padova e le scrivo per mio papà che ha 77 anni.GLI è STATO FATTO UNA TAC cerebrale perchènegli ultimi mesi ha cominciato a dimenticare e ripetere le cose che diciamo in famiglia ,lui sarebbe un tipo molto attivo fisicamente (giardino ,orto,ecc..)ma mentalmente é un pò”stanco”.DA QUESTA TAC SI é evidenziato –UN Pò PIù AMPI GLI SPAZI DELLA VOLTA E LE CISTERNE DELLA BASE.ALCUNE AREOLE IPODENSE IN SEDE NUCLEO-CAPSULARE E TALAMICA BILATERALMENTE COME DA INSULTI ISCHEMICI.IPOIDENSITà DELLA SOST.BIANCA E DEI CENTRI SEMIOVALI ,COME DA IPOAFFLUSSO VASCOLARE CRONICO.SISTEMA VENTR.IN ASSE IN PARTE DILATATO.Purtroppo il medico nonn lo posso vedere prima della sett.pross. e sono un pò preoccupata,consapevole che da ciò non si può fare una diagnosi,volevo comunque sapere un vostro parere su tutto ciò e sopratutto cosa fare .Ringrazio vivamente della vostra disponibilità vi saluto cordialmente

    RISPOSTA

    Prendo l’occasione della sua domanda per ribadire ancora una volta che un esame strumentale slegato dalla valutazione clinica non può essere utilmente valutato e interpretato. Nella TAC che lei riporta vi sono segni di atrofia (ma questo è un segno aspecifico; diventa più informativo se valutata in specifiche regioni cerebrali) e infarti lacunari talamici (che pure possono contribuire al disturbo mnesico).

    E’ sempre il dato clinico l’elemento più importante da valutare e che deve indirizzare l’approfondimento diagnostico. Si rivolga ad un neurologo esperto in patologie degenerative età-correlate.