DOMANDA
Gentile Dr. Calabrò , sono un ragazzo di 25 anni, ad ottobre sono stato operato di emorroidi di terzo grado con prolasso , mediante metodo thd e anopessia. Nei mesi di marzo e aprile (alcuni giorni fa) sono ritornato dal mio chirurgo per due diversi motivi: in marzo perchè le feci erano striate di sangue, mentra in aprile ho avuto (una trombosi emorroidaria , tra l’altro ancora gonfia).
La diagnosi nella prima visita di marzo è stata:
‘Piccolo nodulo esterno a ore 9, Ano e canale anale normali,. Assente sangue. Tono sfinteriale normale. Assenti noduli emorroidari.’
Mi ha detto che c’era una piccola striatura da dove era possibile che le feci si sporcassero di sangue e dal fatto che sono molto stitico.
La settimana scorsa poi mi è venuta una trombosi emorroidaria , sono ritornato e questa la diagnosi:
“trombosi emorroidaria a ore 5, allo stato odierno assente prolasso”.Terapia daflon e clarema crema e proctoial gel.
Stamattina durante le evacuazione ho notato sulle feci una gocciolina di sangue e naturalmente anche pochissimo sulla carta non a gocce però.
Adesso vorrei capire una cosa : che sta succedendo? cioè l’intervento che ho fatto non è servito a nulla? Il sangue è sintomo delle emorroidi interne esatto?
cosa ne pensa ? cosa mi consiglia? Sinceramente sto iniziando a perdere fiducia nel medico che mi ha operato, cioè pensavo che con l’operazione il problema fosse definitivamente risolto.
Cordiali saluti.
grazie.
RISPOSTA
Carissimo,
Purtroppo dare un parere diretto sul suo caso non e’ possibile, anzi vietato, se non con esame diretto.
Purtroppo quanto descritto sembrerebbe una piccola complicanza dell’ intervento subito, nel senso che qualche gavocciolo emorroidario si potrebbe essere infiammato e trombizzato a seguito dell’intervento subito.
Purtroppo tutti gli interventi proctologici risultano essere un ulteriore insulto ad una regione gia’ infiammata e frequentemente si osservano situazioni del genere.
Una adeguata terapia farmacologica ed osservazione clinica da parte del suo specialista e’ generalmente sufficiente a far rientrare il fastidioso quadro clinico occorso.
Cordiali saluti
Dr. G. Calabro’