Intervento di prostatectomia radicale o robotica D

    DOMANDA

    Gent.le Prof.Mandressi,ho 64 anni in buona salute,Le chiedo gentilmente un parere e un suo consiglio sulla mia patologia.Il 4 maggio ho ritirato la biopsia prostatica con la seguente diagnosi:ADENOMA PROSTATICO GS 3+4 G2 PSA BASALE = 2,49 ng \ ml.
    A) Biopsia prostata – Lobo DX 1-2-3-4-5-6
    B) ” ” ” SN 1-2-3-4-5-6
    DIAGNOSI
    A) Adenocarcinoma prostatico di II grado a piccoli e medi acini(Gleason : 3+4) interessante estesamente il 1,3.4.e 6 frustolo e focalmente il 5 frustolo.(Estensione neoplastica massima di mm 8 su 5 frustolo)

    B)Adenomacarcinoma prostatico di II grado a piccoli e medi acini(Gleason : 3+4) interessante il 40% del 4 frustolo e focalmente il 1 e il 6 frustolo.
    Estensione neoplastica massima mm4 sul 4 frustolo.
    L’urologo mi ha dato quale terapia: BICALUTAMIDE 150mg e TAMOXIFENE 20 mg 1 cp al di x 2 mesi con intervento a fine Luglio. Le chiedo quale intervento fare, in quanto confuso e agitato, prostatectomia radicale (a cielo aperto) oppure la robotica DA VINCI ? La ringrazio anticipatamente e invio cordiali saluti. Antonio

    RISPOSTA

    il consiglio forte e chiaro è di sottoporsi a prostatectomia radicale, il che significa l’asportazione della prostata delle vescicole seminali e dei linfonodi regionali: questo perché il grado istologico 3+4 merita una buona linfoadenectomia. Come quest’obiettivo terapeutico venga raggiunto (cielo aperto, robotica o laparoscopica) è irrilevante ai fini pratici. Si faccia fare la tecnica che al suo urologo è più congeniale. A lei non cambia niente purché l’intervento sia ben fatto. Da ultimo è assolutamente inutile la terapia ormonale che le hanno proposto prima dell’intervento: le dà solo fastidio senza alcun vantaggio.