DOMANDA
“Per avere successo nella vita bisogna avere fiducia in sè stessi”.
Buona sera Dott.ssa. Le riporto un noto aforisma che mi porta a riflettere. Il tema è appunto la fiducia in me stessa e l’autostima. Ho 23 anni sono un’apprendista commessa e ho sempre avuto ‘problemi’ di questo tipo e non riesco a risolverli fino in fondo. Credo solo in parte nelle mie capacità e gli altri notano questa mia carenza. La poca fiducia mi porta ad essere triste e demotivata. Ho già letto libri, articoli e consigli vari ma serve tutto a poco. Come è possibile avere più fiducia e confidare pienamente in noi? sono disposta a fare piccoli passi alla volta ma alla fine raggiungere un qualcosa. Grazie per l’ascolto e la comprensione.
RISPOSTA
Può fare la differenza il concetto di ‘fiducia’ che nutriamo.
Cosa intende lei per fiducia ?
Può essere ‘non temere di rischiare’, come anche il suo opposto ‘provarci solo se sicuri di riuscire’.
Può significare credere di dover raggiungere risultati che rasentano la perfezione come semplicemente il mettersi in gioco…
Può significare anche molto altro… Lei sola conosce il suo significato di fiducia…. che è quello che la porta a soffrire, ad essere incerta….
La invito poi a riflettere su altri due aspetti
1) Per chi faccio ciò che faccio ? Meraviglioso se la risposta fosse sostanzialmente sul versante ‘per me’, ‘per crescere’, ‘per realizzarmi’, ‘per uno scopo o un valore in cui credo’ (che può essere anche altruistico, anzi spesso lo è..). Più problematico è il caso in cui le risposte si polarizzano sul ‘per dimostrarmi brava’, ‘per evitare giudizi negativi, ‘per compiacere attese altrui’…. il rischio è quello di faticare nel riuscire a sentirsi davvero se stessa
2) ‘Credere poco nelle proprie capacità’ (come lei asserisce) o è un problema di poco conto o non lo è affatto… Magari è proprio per effetto del credersi poco capaci che ci si motiva per migliorare…. All’opposto la persona eccessivamente ‘sicura’ di ‘essere brava’ è decisamente meno motivata a crescere, cambiare, mettersi in gioco…. La inviterei piuttosto a chiedersi ‘Credo in me ?’…
Suppongo che la risposta sia articolata e possa essere suddivisa in quei piccoli passi che lei stessa chiede e cioè: ‘quando sento di non credere in me ? ‘, ‘sono io a dirmi di non riuscire o sono altri a svalutarmi ?’ (la strategia di attacco cambia a seconda dell’origine individuale o ambientale del problema) … e meglio ancora ‘quando e con chi mi sento sicura ?’
La incoraggio a partire da questa base (le risposte alla domanda ‘quando sono sicura ?’) e a riflettere bene sugli stimoli o gli affetti che la fanno sentire più fiduciosa in sé e quindi di poter riuscire meglio di prima.
Si faccia forza dalla basi che già ha piantato in sé e da lì costruisca.
Provi – per quanto le sarà possibile – a lottare ‘per se stessa’… e non ‘contro se stessa’.
Nei momenti difficili si ricordi che per ogni creatura al mondo c’è uno spazio di gioia e di realizzazione che l’aspetta e che nessuno le porterà via dovesse lei indugiare a fare propria quella parte di felicità che già è in lei, da scoprire domanda dopo domanda e con la fiducia di chi sa che la vita è comunque una domanda aperta … Siamo nati per conoscere noi stessi … non tema di interrogarsi sulle sue reazioni, sulle emozioni che prova … rifugga piuttosto i giudizi su di sé (e sugli altri), gli schemi precostituiti (della serie ‘dovrei essere’, ‘dovrei fare’…).
Ognuno può avere delle insicurezze, delle sfiducie. A differenziarci è il modo in cui le accettiamo e gestiamo. Le auguro che possa essere con almeno un abbozzo di sorriso, forse di più.