alzheimer ed epilessia

    DOMANDA

    Egregio dott.Pizzolato, vorrei chiederle un parere in merito alle condizioni di mia zia (di 71 anni) alla quale è stata diagnosticata da circa tre anni la malattia di alzheimer. Due volte le è stata sospesa la somministrazione dell’ebixa a causa dei risultati delle analisi cliniche relativi all’aspartato aminotransferasi, all’alanina aminotransferasi e alla gamma glutamil, molto elevati rispetto ai valori di riferimento (rispettivamente 61, 93 e 109 la prima volta e, per la sola gamma glutamil transferasi, 72 la seconda volta, dopo un periodo più breve di somministrazione della medicina). Poiché si è appurato che dopo la sospensione i valori si assestano rientrando nei limiti di riferimento, il neurologo ha deciso di rinunciare all’Ebixa prescrivendo una capsula al giorno di Omobrain.Ritengo opportuno sottolineare che la terapia si era dimostrata tanto efficace nella prima fase, con un sensibile miglioramento della qualità della vita quotidiana, quanto inefficace nella seconda a tal punto che, nell’ultimo controllo neuropsicologico, il quadro cognitivo è risultato in peggioramento con un calo dei punteggi nei test di verifica. In questo contesto, circa tre settimane fa, si è verificato, purtroppo, un forte attacco epilettico. Ora mia zia assume 2 compresse di kippra da 500 al dì. La mia domanda è: qual è la posologia corretta? esiste un’alternativa all’ebixa? cosa posso fare concretamente per mia zia? Confido in una sua risposta e le porgo i miei saluti.
    Grazie

    RISPOSTA

    Le crisi epilettiche non sono rare nell’Alzheimer. La terapia impostata mi sembra corretta come farmaco e anche nel dosaggio. Farmaci alternativi all’Ebixa mi parrebbero al momento controindicati e forse non vi sono neppure le condizioni cliniche per usarli. Non vi sono, purtroppo alternative farmacologiche, al momento. Provi a sentire se il Centro in cui sua zia è seguita può offrirle una qualche forma di riabilitazione cognitivo-comportamentale. Come Lei si rende conto, siamo ben lontani ancora dall’avere una valida terapia per questa malattia devastante per il paziente e per i familiari.