DOMANDA
Buongiorno vorrei chiedere un parere. A ottobre dello scorso anno è stata diagnosticata al mio fidanzato la mononucleosi infettiva che dopo qualche mese ha avuto un decorso positivo ed è guarito. Nel mentre della guarigione però lui ha iniziato ad avere problemi psichiatrici: tremori, paure, forti ansie e depressione. Sme da luglio che va avanti così i medici dopo vari ricoveri e day hospital non riescono a capire la causa dicono possa trattarsi di crisi esistenziali ed esaurimento nervoso. C’è da dire che all inizio, a luglio dicevano soffrisse di bipolarismo invece ora appunto hanno dato questa nuova diagnosi. Lui sta sempre peggio non esce più trema, piange e non riesce assolutamente ad avere più una vita normale, ad andare a lavoro e a stare in mezzo alla gente. Mi chiedevo se possa esistere una qualche correlazione anche lontana con la mononucleosi, qualche batterio residuo che possa avergli scatenato tutto questo? Perché mi sembra davvero assurdo abbia fatto un passaggio così repentino da mononucleosi a malattia psichiatrica e che non ci siano annessioni… Spero tanto in un suo consiglio e soprattutto che non prenda le mie ipotesi come assurde, siamo tutti disperati. Buona giornata e grazie in anticipo
RISPOSTA
pur non specificando l’età del fidanzato immagino sia una persona non ancora quarantenne: è ancora nell’età di rischio di una slatentizzazione della predisposizione familiare al disturbo di panico con agorafobia. Questa in via ipotetica potrebbe essere la correlazione tra un fattore ambientale (l’indebolimento connesso con la mononucleosi) e tale predisposizione. Soprattutto nel genere maschile la propensione a esplicitare le ragioni (anche a contenuto ipocondriaco) di manifestazioni d’ansia e di demoralizzazione rendono ardua una diagnosi e quindi una terapia corretta