DOMANDA
Gentile Dottore, mia madre (76 anni) ha subìto tre mesi fa l’asportazione del rene sinistro per carcinoma renale. E’ affetta da cardiopatia ipertensiva,insufficienza venosa agli arti inferiori (un episodio trombotico qualche anno fa); leggermente anemica , presenta insufficienza renale . A causa di forti dolori al ginocchio ,ha fatto una radiografia con il seguente risultato: Voluminosa calcificazione entesopatica , verosimilmente di natura vascolare, in corrispondenza del cavo popliteo e del III prossimale della diafisi peroneale. Sono preoccupata perchè ho letto che le calcificazioni vascolari nei soggetti con insuff. renale sono molto pericolose.E’ vero quanto ho letto? Dovremmo fare ulteriori accertamenti? Grazie .
Paola
RISPOSTA
Gentile Signora,
Nei pazienti affetti da insufficenza renale cronica (soprattutto se aggravata da un quadro di acidosi metabolica ed iperparatiroidismo) possono presentarsi, in mancanza o difetto di terapia specifica, quadri di artropatie molto complessi con vistose calcificazioni che possono localizzarsi in qualsiasi sede nonché lesioni degenerative tendinee, il tutto causato da una grave alterazione del metabolismo calcio-fosforo. Si può quindi facilmente intuire come possano riscontrarsi nel paziente uremico non correttamente trattato anche delle entesopatie che sono processi infiammatori che si formano a livello dell’inserzione di un tendine o di un legamento ad un osso, settori ricchi di terminazioni nervose e quindi causa di manifestazioni molto dolorose.
Il caso di sua madre è complicato da altre patologie, vascolari e neoplastiche che probabilmente esaltano lo stato catabolico.
Non ho i dati clinici né ematochimici di sua madre e inoltre non conosco la terapia attuale.
La prima cosa da fare, a mio parere, è accertarsi che siano in atto o siano corrette la dieta e la terapia specifiche della osteopatia uremica, indispensabili anche per prevenire le calcificazioni nell’apparato cardiovascolare.
Nicola Di Paolo