DOMANDA
Salve Dr. Ferrari,
mi scusi se la disturbo, ma l’articolo che ho letto ieri sulla Stampa e che riportava un’intervista che lei avrebbe rilasciato mi ha lasciato molto perplesso. Devo ammettere che non la conoscevo prima, ma tramite Internet sono arrivato su questo sito e dopo aver letto alcune risposte che ha dato ad altri genitori in termini di nutrizione e allattamento rimango davvero perplesso, dato che il tono che ha usato qui non sembra avere nulla a che fare con quello della suddetta intervista.
Faccio parte di un gruppo di genitori e abbiamo un sito sull'(auto)svezzamento. Chiaramente sia l’articolo del BMJ che la sua risposta hanno causato un furore non da poco.
Il link lo trova qui:
http://www.autosvezzamento.it/forum/Thread-nuove-indicazioni-sull-esclusivit%C3%A0-dell-allattamento
ma la devo avvisare che tra noi ci sono delle telebane dell’allattamento:)
RISPOSTA
Caro amico ,
La ringrazio di avermi scritto . Rispondo volentieri ad una persona civile ed amabile come Lei. Purtroppo nel caso specifico, Le sembrerà strano, non ho letto né l’articolo , né il mio intervento sulla Stampa, perché ero all’estero e sono stato raggiunto venerdì sera da una chiamata della giornalista Elena Lisa . Per evitare una lunga telefonata , ho pensato di inviarle uno stralci di capitoli sull’allattamento al seno di alcuni miei libri.
Purtroppo sono un modesto “pediatrucolo” in pensione che non possiede un ufficio stampa e quindi non sono riuscito, al mio ritorno, a venire in possesso del giornale. Ma penso che la giornalista non abbia travisato il mio pensiero. Domenica e lunedì ho ricevuto alcune telefonato di congratulazione , ma erano delle “mie” mamme e quindi sicuramente di parte.
Purtroppo , nonostante l’età , sono uno sciocco, inguaribile e forse anche vanitoso sognatore per cui non sono capace di resistere alla tentazione di lasciarmi ogni tanto coinvolgere in polemiche che riguardano la salute dei bambini.
Ho scritto più di un manuale (anche con buoni successi di vendita) di puericultura . Ora sto finendo un testo molto più ambizioso (per questo andrà incontro ad un clamoroso insuccesso ) in cui sostengo che la Puericultura (come Lei sa, la disciplina che insegna da allevare nel miglior modo i bambini) non deve essere semplicemente considerata una scienza medica ma deve assurgere a livello di Filosofia. Tra i vari principi Le cito il primo e fondamentale : “Il bambino è il miglior Pediatra di se stesso”. Non La sto annoiare con tutte la mie idee ed i miei pensieri di etica, di bioetica e di rispetto per il bambino e per la sua Qualità di vita.
Mi piacerebbe poterlo fare , se mai ce ne potesse essere l’opportunità, direttamente in occasione di qualche incontro. Mi limito a mandare anche a Lei quanto ho mandato alla giornalista.
Il seno ha due funzioni : nutritiva e consolatoria . All’inizio prevale soprattutto la funzione nutritiva, con il passare del tempo la nutritiva diminuisce ed aumenta la consolatoria , fin a diventare prevalente . Più l’allattamento al seno si protrae , più diventa difficile toglier l’abitudine al seno del bambino che viene cercato sopratutto per la funzione consolatoria con un notevole impegno per la mamma
(dal mio ultimo libro che uscirà a aprile)
Il seno è mio e me lo gestisco io (atteggiamento nei riguardi dell’allattamento)
…..quando affronto questo argomento mi rendo subito conto di trovarmi di fronte ad uno dei momenti più importanti, forse il più rivelatore dell’atteggiamento mentale della mamma nei riguardi della genitorialità ed anche del rapporto genitori/pediatra. Il tipo di allattamento.
Con l’evolversi della cultura della società contemporanea e soprattutto con il passare degli anni, ho assistito a cambiamenti ideologici a proposito dell’allattamento del bambino . Nei primi tempi della mia attività professionale veniva privilegiato il Latte materno , poi per un lungo periodo l’entusiasmo per la tecnologia ( latti “formula ” ritenuti perfetti) e soprattutto l’ingresso sempre più massiccio della donna nel mondo del lavoro hanno fatto preferire l’allattamento artificiale .
Oggi c’è una chiara inversione di tendenza e quindi un ritorno all’allattamento al seno.
Negli ultimi anni, su indicazione dell’OMS, ha preso piede una massiccia e lodevole campagna per la promozione dell’allattamento al seno. Questa campagna, nata per tutelare la qualità della vita del bambino, viene gestita soprattutto da ostetriche, infermiere professionali e consulenti di varie associazioni .
Purtroppo, qualche volta è condotta con eccesso di rigore e diventa una campagna ideologica, quasi una crociata, che da qualche tempo a questa parte ha fatto meritare alle sue sostenitrici “di punta” l’appellativo scherzoso di “talebane dell’allattamento” (sono loro stesse, in molti casi, a definirsi così).
Il latte materno è certamente il miglior alimento per un bambino, come lo è il latte di mucca per il vitellino, e così via. Ma come in tutte le cose, gli estremismi possono portare a comportamenti distorti e, in definitiva, controproducenti: ho visto neonati lasciati affamati e disperati in attesa dell’arrivo del latte materno, o mamme forzate ad allattare (“Strizzi, signora, strizzi!”) quando esse stesse si lamentavano di non vedere goccia del prezioso liquido, o anche mamme colpevolizzate (“Lei non si impegna abbastanza”) in modo francamente scriteriato.
Ritengo che chiunque sia fortemente convinto della bontà di un’idea sia nel pieno diritto di difenderla, ma sempre nel rispetto dell’altro e , quando si tratta di bambini, anche con un corretto comportamento etico. Per quel che riguarda l’allattamento, mi rendo conto che a volte le indicazioni che vengono fornite sono più “psicologicamente promozionali” che scientificamente corrette. Ve ne cito alcune: . i bambini alimentati con latte artificiale potrebbero:
. non ricevere un numero di anticorpi sufficiente a difendersi dalle malattie
. andare incontro a gravi forme di allergia
. essere candidati ideali per l’obesità
. addirittura. essere meno intelligenti.
Una studiosa americana, Eleanor Schwarz, valutando nel tempo 120 mamme che hanno allattato al seno corrono minori rischi di sviluppare diabete, malattie cardiovascolari, malattie metaboliche.
Sicuramente esiste una correlazione tra allattamento al seno e salute della mamma e del bambino, ma trovo che sia un peccato che un’iniziativa di così notevole portata sanitaria, culturale e sociale abbia talvolta applicazioni pratiche esasperate che la rendono poco utile.
Certo, l’ideale è che ogni mamma possa allattare il suo bambino. Tuttavia può succedere che alcune donne, perché non producono latte (e qui vado decisamente contro le affermazioni radicali delle varie associazioni, che sostengono che questo evento estremamente raro), non siano in grado di allattare.
L’allattamento al seno è praticamente irrinunciabile nei paesi in via di sviluppo, di basso livello economico sociale e sopratutto igienico-sanitario. Nel nostro Paese, è un fatto gratificante per la mamma, è certamente utile al bambino, ma non è un’esigenza assolutamente indispensabile per la sua salute.
Per come la vedo io, una madre ha eseguito ampiamente il suo dovere quando ha fatto ragionevolmente il possibile per cercare di allattare il suo bambino. Il mio più grande desiderio è che una mamma che non allatta al seno non si senta una mamma di serie “B”. La possibilità di allattare non è legata alla buona o cattiva volontà delle madri, ma a evenienze naturali, e poi:
La qualità di una madre non si misura dai litri di latte che dà al suo bambino, ma dall’amore con cui lo circonda e lo assiste.
Oltretutto, una mamma con sensi di colpa non può essere una mamma serena. E una mamma non serena non può essere una buona mamma per suo figlio.
Se parlo di allattamento con entrambi i genitori, mi guardo bene dal caricare di eccessiva rilevanza la scelta: temo infatti di mettere sotto accusa la mamma se la sua idea non dovesse coincidere con quella del papà. Cerco di assumere una posizione imparziale, e aggiungo un dato che non sempre viene diffuso:
. I sostenitori dell’allattamento al seno sostengono che applicando i loro metodi il 90% delle donne italiane esce dai nidi neonatali allattando esclusivamente con il latte materno. Quel che non viene detto è che, secondo le statistiche, dopo poche settimane la percentuale scende considerevolmente.
. La tanto esaltata percentuale del 90%, oltretutto, talvolta si raggiunge al prezzo di bambini lasciati a piangere a lungo, di cali “fisiologici” eccessivi (che quindi nella mia opinione non sono più fisiologici). E, soprattutto, di madri nevrotizzate dall’impegno assoluto di allattare al seno.
. Dopo avermi incontrato, i genitori (sopratutto la mamma) sono più sereni, e si sentono meno pressati dall’obbligo “morale” di allattare.
. Ne traggo la convinzione di aver incentivato l’allattamento materno, di cui ho esposto gli indubbi benefici , e di aver rasserenato i neogenitori, molto più di chi li opprime con toni accusatori e usa l’allattamento al seno come criterio di giudizio sulla qualità di una mamma.
Nel 1968, le donne scendevano in piazza per recitare lo slogan “L’utero è mio e me lo gestisco io”. Oggi mi piacerebbe che dicessero: “Il seno è mio, e me lo gestisco io”.
Dal mio libro “Il bambino felice” De Agostini
Vantaggi e svantaggi LM
L’allattamento con latte materno è senza dubbio il miglior modo di alimentare il neonato ed il lattante, perchè il latte di una madre di una certa specie è il più adatto ai figli della stessa specie. In altre parole il latte di donna è il più giusto per il bambino, quello di mucca per il vitellino, quello di cavalla per il cavallino e così via…..
Negli ultimi anni si è sviluppata una campagna per incentivare e promuovere presso le donne l’allattamento al seno che ha l’appoggio di autorevoli organizzazioni internazionali quali l’OMS e l’UNICEF . Questa campagna qualche volta purtroppo viene condotta con un eccesso di rigore che può portare a comportamenti distorti che finiscono per essere controproducenti. Neonati lasciati affamati e disperati nei nidi, mamme a casa costrette ad allattare quando esse stesse si rendono conto di non avere latte sono la conseguenza negative della applicazione senza equilibrio e buon senso di di questa “crociata”. Vengono fornite anche informazioni strumentali per esempio che se i bambini non prendono il latte materno non hanno anticorpi oppure che possono andare incontro a gravi forme di allergia. E’ un peccato che una iniziativa di così notevole portata sanitaria, culturale e sociale abbia talvolta applicazioni pratiche esasperate che la rendono poco utile.
L’allatamento al seno è irrinunciabile nei paesi di basso livello economico sociale e sopratutto igienico sanitario.
L’allattamento materno, nelle condizioni igienico sanitarie del nostro paese, è un fatto gratificante psicologicamente per la mamma, è certamente utile per il bambino ma non è una esigenza assolutamente indispensabile per la sua salute.
Vantaggi :
. è l’alimento più giusto per il bambino, quindi è più difficile che i bambini introducano sostanze allergizzanti
. è sempre disponibile
. è comodo
. fornisce anticorpi che non entrano nel sangue del bambino , ma si depositani sull’intestino e lo proteggono da infezioni intestinali. (fondamentale nei paesi a scarso livello igienico sanitario)
Svantaggi (minimi)
. orari dei pasti più irregolari, specie all’inizio
. più difficoltà nel passare allo svezzamento dopo un allattamento protratto
. l’allattamento esclusivo protratto (oltre il sesto mese) comporta spesso la necessita di supplementazione con farmaci contenenti Ferro
. non fornisce il fabbisogno giornaliero di vit. K
Gentile Amico, vorrei il suo aiuto per defendere i bambini da eccessi ideologici di chi non conosce il “bambino” e quidi non ne rispetta i fabbisogni e le esigenze.Io penso che condurre una campaga che riguarda la salute dei bambini senza equilibrio e buon senso significa non sapere che cosa sia la bioetica dell’infanzia. Il mioblog : www.ilbambino felice.it
Spero di sentirLa ancora
Giuseppe Ferrari