bimbo di sei anni con problemi nel linguaggio

    DOMANDA

    Egr.Prof. Le sarei grata se mi potesse rispondere con qualche consiglio su come aiutare il mio bambino. Caratterialmente mio figlio è un bambino molto socievole, eccessivamente altruista ma, purtroppo, molto sensibile. Ha un carattere meraviglioso ma la sua eccessiva sensibilità lo porta a soffrire per cose di poco conto.Si preoccupa anche di cose che interessano altre persone o bambini e dà maggiore peso ad ogni cosa sia a scuola che a casa. Sta male se non finisce un compito o fa un errore ma anche se ciò capita ad un compagno piuttosto che a lui. Questo nonostante io lo rassicuri dicendogli che tutti noi sbagliamo ed abbiamo sbagliato e nonostante io gli faccia notare che è molto bravo. Da un paio di anni manifesta problemi nel linguaggio. Ci sono periodi in cui balbetta, altri in cui prima di iniziare una frase sospira profondamente alzando la testa, altri in cui spalanca la bocca come se stesse male, altri in cui comincia con ehm…ma….ma………..A volte si fa fatica davvero a capirlo e vorrei evitare che i compagni lo prendessero in giro.E’ imbarazzante quando gli altri mi guardano in maniera che gli dica io ciò che ha detto lui.Questi problemi non si manifestano nella scrittura o nella lettura, anzi nonostante abbia iniziato ora la 1a elem ha fatto grossi progressi.L’eeg è risultato nella norma, siamo in lista per iniziare logopedia però il Prof.neuropsichiatra della mia città mi ha detto che potrebbe essere controproducente. Come possiamo aiutarlo?Grazie infinite

    RISPOSTA

    Gent.ma sig.ra,
    mi sembra di capire che il suo bambino “sia fin troppo bravo “, gentile , altruista, sempre pronto a capire il punto di vista degli altri…Desideroso di far bene , al meglio, sempre. Appare chiaro che aspettative così elevate possono creare una situazione di ansia, di insicurezza , di timore di non rispondere alle aspettative della famiglia, della scuola, degli amici. Si intuisce una situazione di continuo stress che si manifesta ad esempio con quell’accenno di balbuzie che può davvero essere espressione di una situazione di ansia anche da prestazione. Certo è molto giusto rassicurarlo e dirgli che è molto bravo, ma forse il passo che si può fare ulteriormente è aiutarlo ad accettare che non sempre si arriva a tutto e qualche volta accettare il limite e la nostra incapacità è un atto di saggezza. Ridurre le aspettative, farlo conciliare con la possibilità di sbagliare,non aumentare le richieste, ma cercare di non responsabilizzarlo troppo. Forse senza volerlo, sia a casa che a scuola , essendo lui così bravo e ragionevole, ci si aspetta che lui accetti sempre tutti, comprenda gli altri e faccia bene per sè…… a sei anni e anche a quaranta forse è troppo…Come fare per aiutarlo? Capisco il timore del suo neuropsichiatra che una logopedia, che aumenti ancora le richieste nei suoi confronti o che lo metta di fronte ad una sua imperfezione,può essere controproducente. Meglio non accendere i riflettori sul sintomo, fare finta di niente, non dargli importanza, non fargli notare la balbuzie. Esistono tecniche di rilassamento utili per il sintomo, così come un aiuto psicologico che attraverso il gioco od il disegno gli faccia elaborare le sue preoccupazioni potrebbe giovargli. Credo che se la famiglia e la scuola riusciranno a ridurre non solo verbalmente le richieste e le aspettative nei suoi confronti i sintomi pian piano si attutiranno.
    Auguri
    Prof. Elisa Fazzi