DOMANDA
Gentile dott.
mia madre ( 71 anni)ha sofferto negli anni di lombosciatalgia ma con gli antidolorifici il dolore passava. In quest’ultimo anno le è capitato un attaccato di lombosciatalgia con dolori alla gamba e al piede( il quale ha tutt’ora meno sensibilità al tatto) che le è durato più di un mese e la cosa che ci ha preoccupato e che non passava nemmeno con farmaci specifici e nemmeno con il cortisone. Abbiamo fatto la lastra e questo è il responso”Note spondilosiche diffuse e riduzione di ampiezza degli spazi intersomatici L3-L4 ed L4-L5. Listesi anteriore di 6 mm circa di L3 su L4 (grado I ) e di 10 mm circa di L4 su L5 (grado II ); ambedue le listesi si riducono di circa 1 mm nel radiogramma effettuato in massima flessione e nel radiogramma in massima estensione la listesi si riduce di 1 mm a livello L4-L5 e si accentua di 3 mm circa a livello L3-L4. Lieve curvatura lombare destro- convessa.”- Consulto con ortopedico il quale ci fa ordinare un busto ma ci consiglia di sentire il neurochirurgo. Il neurochirurgo ci ha consigliato l’intervento chirurgico. A mia madre il dolore è passato da più di un mese e sta bene. Il problema è che non vuole operarsi. La mia domanda è questa. E’ davvero necessario l’intervento? Cosa rischia se non lo fa? Può svolgere le attività domestiche, magari ovviamente evitando sforzi? La fisioterapia le può essere d ‘aiuto o qualsiasi altra cosa?. Chiedo scusa per le domande, ma non sappiamo davvero casa fare. Grazie infinite
RISPOSTA
Caro Lettore,
la spondilolistesi su base degenerativa va tratta chirurgicamente solo se i disturbi non si risolvono, se il dolore dura tre mesi o più essendo refrattario al trattamentoi cortisonico e se sono presenti deficit neurologici. Se invece, come credo sua madre, si sta relativamente bene è indicata una visita fisiatrica per concordare un adeguato trattamento riabilitativo. Almeno per il momento.
Riassumendo l’intervento chirurgico non è “preventivo” va fatto quando il paziente sta veramente male e non migliora.
Distinti saluti
P.Gaetani
