DOMANDA
Salve dott. Carrabba, ho 35 anni e pratico sport, a causa di una prostatite, l’urologo mi ha prescritto 10gg. di Levoxacin 500mg. Al secondo giorno di terapia però ho cominciato ad avvertire una eccessiva debolezza specie negli arti inferiori. Inizialmente non ci ho dato peso pensando ad un attacco influenzale, ma la febbre non è mai arrivata essendo peraltro vaccinato. Al 6°giorno di terapia la situazione si è aggravata ed ho interrotto l’assunzione del farmaco. Da allora è trascorsa una settimana ed i sintomi continuano. Mi alzo al mattino con le gambe a pezzi e i glutei dolenti, mi sembra come fossero piene di acido lattico, a volte devo stendermi un po’ per ricaricarmi. Avverto anche una certa debolezza alle braccia e una maggiore rigidità alla mano destra. Ogni tanto qualche dolore scheletrico. Mi sembra di fare maggiore fatica a scrivere e maneggiare il cellulare. Non so se vi è attinenza ma da quel momento, avverto anche dolore intermittente retrobulbare bilaterale e orecchie tappate. Ho eseguito emocromo completo, esami di routine più cpk e ormoni tiroidei, tutto perfetto. Qualcuno mi ha parlato di effetti collaterali dell’antibiotico e di attendere almeno 20gg. per smaltirne la tossicità. Lo scorso Giugno sono stato sottoposto a rmn con mezzo di contrasto causa acufene persistente all’orecchio sx, esito negativo. Tutto nella norma. Inizio a preoccuparmi e l’ansia è sempre maggiore. Cosa mi sta succedendo? Ogni giorno mi sembra di sentirmi sempre più stanco. Grazie.
RISPOSTA
difficile stabilire se vi è una correlazione col farmaco. Meglio lasciar passare qualche settimana prendendo solo sintomatici ed eventualmente ansiolitici. Se poi i problemi descritti persistono, sarà bene recarsi da un reumatologo munito di esami generali del sangue, inclusi test reumatici (ves, pcr, ra-test, ANA) e CK.
Sarà poi lo specialista a stabilire, dopo una accurata visita, il da farsi.
Mario Carrabba