DOMANDA
Buonasera,
le scrivo perché ho problemi con mia madre da sempre. Ho 25 anni e mia madre è sempre stata molto severa con me, secondo la mia sensazione più per farmi sentire inadeguata che per aiutarmi a crescere. Ultimamente mi pare che mia madre abbia qualcosa di strano, si arrabbia con me e mi dice cose neanche tanto spiacevoli rispetto al solito, poi viene da me piangendo e dicendomi che dobbiamo parlare perché abbiamo molti conflitti non risolti. Oppure rientrando dal lavoro e e vedendomi impegnata in qualche lavoro domestico dice di volermi fare un regalo perché le do una mano in casa, dopo qualche ora è capace di dirmi che nessuno la aiuta mai. Non so se sia un problema di squilibri ormonali (ha 56 anni) o semplicemente un tratto caratteriale (non è mai stata molto onesta nei conflitti, se faccio un errore ogni tanto dice che faccio sempre così), mi rendo anche conto che via mail non sia possibile avere un quadro completo della situazione, vorrei solo cercare di capire se il problema sono io o una sua forma di depressione.
La ringrazio molto dell’ attenzione.
Cordiali saluti
RISPOSTA
Colpiscono le poche parole che lei usa per presentare una situazione che palesemente è causa di prolungata sofferenza per entrambe.
Questo suggerisce che è venuto per lei (forse per entrambe?) il momento di parlarne: si è aperto uno spiraglio.
Una modalità efficace, che può segnare un buon inizio, consiste nel tenere un diario.
Non si tratta di dettagliare episodi o eventi accaduti giorno per giorno, ma di riporre in esso emozioni, sentimenti, conflittualità, sorrisi e lacrime.
In sostanza lei potrebbe, in un momento ‘buono’ (per lei) della giornata prendere l’abitudine di scrivere di sé, partendo da un titolo che sarà più o meno sempre lo stesso del tipo ‘come stai?’
Badi bene che non è ‘come va?’ il che suggerisce che si sono obiettivi, aspettative traguardi più o meno centrati o disattesi.
E’ proprio ’come sei tu ora…cosa si agita nel tuo animo…quali i desideri, le speranze, le spinte…’
E’ evidente che tale procedura fatta nel silenzio è un tassello di un lavoro su di sé che lei può comunque estendere.
Non escludo che lei stessa costruendosi in questo modo introspettivo, molto centrato sulla vita emotiva che lei può consegnare ad un confidente quale il diario la renda più forte, più sicura e forse le faccia assumere un atteggiamento che può smuovere qualcosa anche negli altri, in tutti coloro che abitano la sua vita di relazione e che più o meno affabilmente con più o meno pregi o difetti la accompagnano in questa perenne avventura di crescere e di trovare se stessi e la propria gioia.
Le sorrido e la saluto