come superare la paura della malattia?

    DOMANDA

    Gent.mo Dottore buongiorno
    mi sta succedendo un po’ di tutto, che le riassumo brevemente.
    Io nel 2005, a 45 anni, sono stata operata (QUART) per carcinoma tuttale in situ, cui seguì distacco di retina totale.
    Mia figlia: a 18 anni, FAD gigante al seno; a 19 anni, annessiectomia per dermoide gigante. Al successivo controllo presentava piccola formazione nell’ovaio contro laterale.
    A 6 mesi la formazione persiste, trattasi di “formazione iperecogena con area centrale anecogena, priva di vascolarizzazione, di 24 x 23, fortemente suggestiva di recidiva contro laterale di dermoide”.
    Il 2 maggio ci incontreremo nuovamente con il chirurgo che pare propenso ad asportarla, vista la persistenza.
    Sono sempre stata ansiosa, può immaginare l’inferno in cui mi sento ripiombata.
    Il dermoide gigante del 2009 aveva infatti caratteristiche ecografiche suggestive preoccupante (setti e formazioni interne), per cui fino a dopo l’intervento ho vissuto come in apnea.
    Ora di nuovo catapultata in quella realtà di pre-ricovero, esami, day hospital, intervento, istologico.
    Si aggiunge mio papà (88 anni) verrà operato in questi giorni al femore.
    Ho alle spalle diversi anni in terapia, ora mi segue una counselor, curo con Fevarin un DOC persistente e con Lorans l’ansia generalizzata. Credo fermamente nella relazione psiche/soma e ho paura che dopo tutto questo sarò il mio turno…come rompere questo circolo vizioso di fatti, ansia, paure ?
    gratissima di un suo aiuto. Cordiali saluti
    Sandra

    RISPOSTA

    Buongiorno Sandra,
    il nesso psiche-corpo è solidissimo, dividerli è solo il retaggio di vecchie abitudini. La situazione è molto articolata, tocca lei su più aspetti (corpo, ansia, doc, ecc) e la sua famiglia. Questo ci porta ad alcune considerazioni. La prima è che è normale avere un po’ di paura, è circondata da situazioni difficili ormai in corso, quindi si dia il tempo di sistemare le cose, affrontare quello che va affrontato… questo la tranquillizzerà almeno in parte e, col passare del tempo, arriverà a una situazione di minore urgenza. L’altra considerazione importante riguarda il fatto che tutta la famiglia è ammalata: questo ci fa pensare a un filo comune. Spesso si rifugge nella genetica, ma quasi mai è sufficiente a spiegare la situazione. Piuttosto è possibile che ci sia un’intossicazione cellulare dovuta ad un’alimentazione o ad abitudini scorrette. In Germania curano i tumori solo cambiando l’alimentazione ormai da trent’anni… e i risultati sono migliori di molte altre cure nel resto del mondo. Via internet è difficile darle più informazioni, provi a guardare sul sito www.realwayoflife.com ci sono una serie di informazioni sul rapporto corpo-mente e sul ruolo dell’alimentazione. Se vuole mi scriva pure le sue abitudini alimentari e vediamo di fare qualche ipotesi più mirata. Cordiali saluti
    FS