DOMANDA
colica renale a metà gennaio, trattata con buscopan e toradol, per tre giorni;cessa la colica,ma non segue espulsione di calcoli.M matà febbraio si accerta calcolo di 1,1 cm nell’uretere a livello di L2 e si programma esWl, che viene eseguita in data odierna, con evidenza ecografica post eswl dell’ avvenuta frantumazione del calcolo;nonostante la abbondante assunzione di acqua e l’uso di cortisone prescritto dall’ urologo,le prime urine presentavano dei piccoli grumi di sangue,torbide e di colore scuro,pio man mano più chare e con filamenti di muco, ma di sedimento litiasico neanche l’ ombra.
Creatinina antecedente a eswl 1,6, non edemi periferici,riscontro di ipertensione (230/130 trattata con successo con norvasc 10 mg.die, l’ urografia ha dimostrato diffusa ma tenue opacizzazione del parenchima renale, con ritardo di circa due ore della pelvi renale, dell’uretere, con sottile opacizzazione a valle del calcolo.
Domanda: dati i tempi danno renale? reversibile? che fare?grazie mille.
RISPOSTA
Il calcolo di un centimetro nell’uretere può da solo avere causato in 30 giorni il quadro urografico descritto. Se il calcolo è stato distrutto e eliminato ci sono buone probabilità che il rene implicato riprenda la sua funzione.
Nel suo scritto non riporta l’età, le condizioni dell’altro rene e se esisteva già uno stato ipertensivo.
In ogni caso è necessario verificare fra una settimana in ordine cronologico:
– l’esito della litotrissia
– la funzione renale
– urinocoltura
– monitoraggio della pressione arteriosa in 24 ore
– screening della calcolosi renale per cercare di prevenire la formazione di altri calcoli
Molti saluti,
Nicola Di Paolo