gravidanza con trombosi

    DOMANDA

    gentile dottoressa sono un ragazza di 27 anni e sono affetta da una mutazione genetica del fattore V di Leiden. Nel mese di marzo 2007 sono rimasta incinta e al quarto mese di gravidanza mi è venuta una trombosi venosa profonda alla gamba destra e ho cominciato a fare la seleparina fino a tre mesi dopo il parto quando poi ho iniziato la terapia farmacologica con il coumadin. Le volevo chiedere se posso affrontare un’altra gravidanza anche perchè mi è stato detto che con questa terapia non posso rimanere incinta perchè il bambino potrebbe nascere con delle malformazioni quindi non so proprio come fare.C’è chi mi dice di sospendere il coumadin e cominciare la seleparina prima della gravidanza, c’è chi mi dice di comimciarla dopo la scoperta della gravidanza e io non so proprio cosa fare. Lei cosa mi consiglia? certa di una sua risposta le invio i miei cordiali saluti

    RISPOSTA

    la mutazione Leiden del fattore V non è una malattia, e’ una “fragilità”, una caratteristica , ereditata da uno dei suoi due genitori. Dasola la mutazione non è causa di trombosi, ma aumenta la probabilità di trombosi in aggiunta ad altri fattori di rischio, come appunto la gravidanza. Una volta diagnosticata la trombosi, può essere, come è avvenuto nel suo caso, curata: la cura ha l’obiettivo di impedire che il trombo nella vena si estenda o si frammenti provocando embolia, e di scioglierlo completamente: più “pulita” sarà la sua vena alla fine del ciclo di terapia (di solito almeno sei mesi dalla diagnosi) meno probabile sarà che lei abbia in futuro una nuova trombosi.

    Poichè ha avuto un solo episodio e durante la gravidanza, nonostante la mutazione nel suo caso la terapia anticoagualnte con dicumarolici potrebbe essere sospesa, non deve necessariamente proseguire per tutta la vita: ma lei dovrà essere protetta qualora si trovasse di nuovo in una situazione di rischio, come la gravidanza, il parto, le fratture e le ingessature degli arti inferiori, un viaggio aereo lungo oltre 6 ore, interventi chirurgici e allettamento prolungato con febbre: in quel caso dovrà essere protetta utilizzando eparina a basso peso molecolare, un farmaco sicuro, che non oltrepassa la barriera placentare e che in garvidanza non arriva al bamabino, e non comporta quindi il rischio di malformazioni. Tutto questo naturalmente dopo che avrà raggiunto l’obiettivo di sciogliere completamente la trombosi che si è formata nella vena e dopo che avrà sospeso l’anticoagulante orale che assume ora. Confermo che è sconsigliato iniziare una gravidanza durante l’utilizzo di dicumarolici: meglio aspettare di aver completato la cura.