DOMANDA
Salve Dottore
da oltre 2 anni, soffro di singhiozzi ed eruttazioni frequenti. . anche a stomaco vuoto. . a volte capita che avvengano simultaneamente o l’uno precede l’altro di pochissimo. . i singhiozzi nella maggior parte dei casi sono interni, cioè non sembrano arrivare a esofago e bocca ma rimangono interni allo sterno e sono come delle piccole-medie contrazioni. dell’addome . ho anche dei gorgoglii in gola quando deglutisco..da quando ho il disturbo,noto che ho un rallentato svuotamento gastrico. . . questo problema iniziò (oltre che per un pò di stress ), per via di un pasto consumato molto, ripeto, molto frettolosamente. . non ho altri sintomi: nessun dolore, bruciore, rigurgito acido, nausea, vomito ecc. .. mi scusi se insisto su questo punto. se fosse cattiva digestione come mai mi dà i disturbi anche a stomaco vuoto?li ho anche al mattino, pur non aver ingerito cibo e liquidi dalla sera precedente . spesso mi basta un semplice bicchier d’acqua per emettere 1-2 eruttazioni.
succede,ad esempio, nei pasti, che mangio senza problemi ma quando mi fermo e finisco..sento bisogno di dover liberare aria con l’eruttazione o il singhiozzo.
avevo concordato col mio medico due mesi di cura con levosulpiride.
sono a 15 giorni dal fine della cura.Sembra leggermente dminiuita ma non passa totalmente il disturbo.Devo cambiare farmaco?
tendo a pensare che il mio problema sia l’aerofagia,ma se io respiro a bocca aperta,avrò sempre il disturbo,quindi?
RISPOSTA
Gent.mo Signore,
la natura dei Suoi disturbi, in relazione a quanto descritto, sembrerebbe essere di tipo funzionale (in altre parole non dovrebbe esserci una malattia organica a sostenere le continue eruttazioni). Spesso è legata ad un rallentato svuotamento gastrico che comporta anche una distensione dello stomaco e consensuale benessere con l’ eruttazione. La levosulpiride, somministrata circa mezz’ora prima dei pasti, è un farmaco molto utile per migliorare lo svuotamento dello stomaco e, solitamente, i benefici si ottengono dopo poche settimane di trattamento. La persistenza della sintomatologia dopo due mesi di terapia imporrebbe una rivalutazione diagnostica ed, eventualmente, cambiamento delle abitudini alimentari/vita e nuovo intervento terapeutico.
Cordiali Saluti