DOMANDA
Egr. Dott. sono una donna di 36 anni e soffro di teleangectasie da 7/8 anni (credo che la ceretta “a freddo”, che poi tanto fredda non è, favorisca la rottura dei capillari) e quest’anno ho iniziato a non sopportare il calore sulle gambe provocato dalle coperte durante la notte e dai pantaloni (anche se sono larghi) di giorno. Sulle gambe cominciano ad essere visibili in alcuni tratti le vene azzurre. Domanda: solo d’estate ricorro alla ceretta a freddo, il rasoio spezzando i peli procura prurito e irritazione. forse gli epilatori che strappano i peli alla radice essendo senza calore sono preferibili? O dovrei pensare alle varie luci pulsate o laser? Insomma quale è il metodo che sia “il meno peggio” per la salute delle gambe? Altra domanda: un’amica mi ha detto che dopo le punture sclerosanti che ha effettuato per cancellare alcuni capillari è andata incontro al linfoedema perché il liquido ha chiuso anche dei vasi vicini che però non andavano chiusi.La ringrazio in anticipo per l’attenzione. Distinti saluti.
RISPOSTA
Le teleangiectasie sono dilatazione dei vasi superficiali dell’epidermide e delle venule post-capillari del derma. Sono da considerarsi un problema estetico o essere associate a varici essenziali come sintomo dell’insufficienza venosa. Ovviamente le fonti di calore ed i traumatismi della cute ne favoriscono, insieme alla fragilità capillare, la camparsa. Nell’ambito del trattamento dei capillari o teleangiectasie, la terapia sclerosante o scleroterapia (introdotta da Sicard nel 1920) è attualmente la terapia gold standard, in quanto essa costituisce un trattamento ambulatoriale efficace e scarsamente invasivo. Essa consiste nell’iniettare all’interno della vena reticolare ectasica o del capillare una sostanza in grado di creare un fenomeno di irritazione endoteliale (il tessuto che riveste internamente il vaso). Successivamente si crea un trombosi parietale ed infine a seguito del riassorbimento del trombo la sclerosi del vaso (fibrosi parietale). Fra le sostanze sclerosanti ricordiamo: il salicilato di sodio, l’idrossipoliettossidodecano, il tetradecilsolfato di sodio e la glicerina cromata. Per vene varicose di calibro più grosso, la metodica slerosante può essere eseguita sotto guida strumentale ecografica (eco sclerosi) o con l’associazione di aria miscelata alla sostanza sclerosante (scleromousse). Il numero delle sedute e l’intervallo di tempo tra le stesse sono variabili, a seconda dei casi e successivamente alla terapia e bene evitare l’esposizione al sole e associare un modesta elastocompressione della zona trattata. In ogni caso prima di qualsiasi trattamento è corretto sottoporsi ad una attenta consulenza flebologica associata ad un esame ecocolordoppler venoso degli arti inferiori per pianificare con Lei un approccio al problema. Per saperne di più la invito a consultare il sito web www.flebologia-radiofrequenza.com o www.renatocasana.it dove troverà risposta ai suoi quesiti e utili informazioni sulle problematiche flebologiche. Cordialità. Dott. R. Casana