DOMANDA
Salve dott. Mian, so che siete esperto in fobie.
Poche sere fa, nella mia camera è sceso dall’armadio un ragno e quindi decido che per qualche notte non dormo nella mia stanza. Questa a quanto so si chiama aracnofobia. Cosa mi suggerite di fare? Grazie.
Luca
RISPOSTA
Gentile Luca,
il timore dei ragni o aracnofobia è una delle fobie più conosciute e diffuse.
Se per molti rappresenta unicamente un senso di disgusto facilmente gestibile, per altri diventa un problema percepito come insormontabile.
Al punto da imporre qualsiasi azione per evitare i ragni e ogni situazione in cui potrebbe presentarsi un loro incontro.
Innanzitutto è necessario capire meglio quanto questa paura la limiti e soprattutto se è un timore che è presente da tempo nella sua vita.
Se la paura fosse iniziata unicamente dall’episodio che mi ha descritto, se quindi l’evento traumatico è recente, anche poche sedute da uno psicoterapeuta a indirizzo cognitivo comportamentale, con tecniche di esposizione guidata alla situazione temuta e/o l’uso di un protocollo EMDR, potrebbero bastare.
Se invece l’episodio accadutole poco tempo fa, ha fatto riaffiorare un timore che è sempre stato presente, sarebbe utile un percorso più esteso (dalle 12 alle 16 sedute) sempre di psicoterapia cognitivo comportamentale.
In questo caso, oltre all’ esposizione (per immagini o in altro modo) ai ragni, sarà utile scoprire cosa lei pensa nei momenti di maggior timore e modificare i pensieri che mantengono la sua paura.
Nei momenti in cui pensa ad un ragno o lo vede o pensa che potrebbe incontrarlo, infatti, lei penserà che succederà qualcosa di terribile e che probabilmente sarà per lei difficile farvi fronte.
Bene, la terapia servirà proprio a questo.
Togliere la sensazione di “catastrofe imminente” e quella certezza di non potercela fare.
E’ indicata anche una parte psicoeducativa riguardo l’ansia e le fobie specifiche nella fase iniziale con tecniche di rilassamento che potra’ utilizzare anche in altri contesti.
Ricordi che i ragni hanno molta più paura di quanta lei ne abbia di loro e spesso siamo portati a temere ciò che non si conosce.
Anche se non è mia intenzione rassicurarla, i ragni alle nostre latitudini non sono in grado di mettere a repentaglio la vita dell’uomo.
Ma non è detto che lei tema questo, quanto forse l’imprevedibilità di un animale che, per la persona con fobia specifica, può apparire seriamente mostruoso, con il suo corpo massiccio e le zampe più sottili.
Sempre con un protocollo cognitivo comportamentale, ho sperimentato la realtà virtuale ed esposizioni a immagini e filmati di ragni con strumenti di videoproiezione oppure occhiali 3D che si sono rivelati buoni ausilii per la gestione di questa problematica.
Le auguro di fare il primo passo per riprendere possesso della sua camera e di parte della sua vita.
Mi raccomando: non permetta a nessuno di sorridere di questa fobia, che come detto, insieme a quella dei serpenti, è una fra le più comuni.
Buona vita.
Emanuel Mian