Paura dell’altro e impossibilità a socializzare

    DOMANDA

    Buonasera Dott.ssa, sono una studentessa di 23 anni, frequento il secondo anno alla Facoltà di Psicologia a Padova. Le scrivo poichè mi sento sempre più risucchiata all’interno di un abisso nero:l’impossibilità a socializzare causata dal terrore che ho per le persone della mia età. Fin da piccola ho avuto molti problemi: ho sofferto fortemente di iperattività, la mia famiglia non mi ha mai considerato come una bambina normale, ho vissuto per molto tempo a casa dei nonni per sfuggire alle angherie di mio padre: spesso mi picchiava/offendeva per sfogarsi dopo una pesante giornata di lavoro, mi ha sempre definito un rifiuto. Ho sofferto di depressione ed ansia, non ho amici, nessuna relazione con i miei fratelli. Le confesso che spesso penso al suicidio. Dalle elementari alle superiori ho subìto molti attacchi di bullismo, uno di loro tentò più volte di uccidermi definendomi un aborto della società. In più sono stata operata al cuore all’età di cinque anni e per diversi motivi ho vissuto tra ospedali, psicologi e scuola. Devastante! Mia madre è l’unica con la quale ho un rapporto, l’unico vero! Mal accetta il mio bisogno di affetto, non sa darmelo, e io non so a chi/cosa aggrapparmi, non ho amici poichè non so come farmeli, non ho relazioni tranne che con alcune signore di 55, 65, 80 anni. Ho paura a sentire il contatto degli altri, temo vogliano farmi del male. Non riesco a socializzare in classe, l’unico amico che ho è il mio mp3. Cosa devo/posso fare? Mi aiuti!

    RISPOSTA

    Carissima,
    lei crede d’essere sola, sempre più sola per delle ragioni del passato che ancora vivono in lei. Ma lei sola non è, non le è mai stata. Ad accompagnarla sono timori, esclusioni, incertezze che nel tempo sono quasi diventati materiali e hanno preso la forma di potenziali esseri capaci di farla sentire quantomeno diversa. Le cose non stanno così ! Vista da fuori io l’ho percepita come un fiore, semplice e bello, ma accidentalmente calpestato, battuto dal vento, colpito dalla grandine.. Ma il seme c’è e sono convinta che in lei che si crede sola riposano infinite capacità di socializzare. Da cosa lo intuisco ? Dal bisogno d’amore che trapela dal suo scritto, dal desiderio di cambiare che l’ha spinta a scrivere e a raccontarsi e . dalla sofferenza. Se soffre per qualcosa, questo è un suo bisogno e nel contempo una potenzialità. E’ una parte di sé che le dice: io sono viva e voglio vivere più pienamente di così !
    Giovane creatura, se qualcuno o una situazione le fanno paura, questa emozione è sì ‘stimolata’ dall’ambiente, ma vissuta all’interno di sé.. E lì va gestita. In effetti a volte nessuno si atteggia per intimorirla, ma lei stessa si ritrova ‘spaventata’..
    E’ su queste paure suggerite dagli altri o costruite da sé che lavorerei.
    Mi pare che lei si lasci alle spalle un passato che le fa ancora male e da cui si lascia condizionare.
    Allora, acquisti il suo ‘libro nero’ (un sottile block notes può bastare) e vi scriva i nomi delle persone o indichi delle situazioni che oggi giovedì 13 ottobre 2011 le creano paura (mi raccomando solo quelli di oggi: Ad ogni giorno basta la sua pena..).. Poi, se riesce cerchi anche di capire le ragioni .. e se è ancor più coraggiosa individui strategie per affrontare e vincere le paure. Provi poi a continuare con queste annotazioni il 14, il 15. finché ne avvertirà il bisogno.
    Nel contempo acquisti anche un ‘libro giallo e solare’. Vi scriva da oggi e magari anche per sempre ogni giorno (le auguro più volte al giorno !) le persone che le hanno sorriso, l’hanno fatta sentire ok, le hanno infuso coraggio, si sono fatte capanna nel suo cuore o situazioni o frasi in cui ha vissuto questo ‘essere accettata incondizionatamente e in ragione della bellezza che le deriva dall’essere unica ed irripetibile .’. Vi può essere un giorno in cui mai accadono cose che a suo avviso ricadono in queste forme di accettazione-ascolto-amore ? Non importa ! Scriva ciò che avrebbe voluto fosse accaduto, ma non con toni nostalgici, anzi con la grinta di chi crede e spera in ciò che di più bello lei stessa si può augurare.
    Non esiti quindi a scrivere tanto dei suoi momenti belli e ad annotare (a parte) quelli più difficoltosi.
    Verrà poi un giorno in cui riuscirà, come tutti i più meravigliosi fiori, a salire sulla più soleggiata cima della collina avendo nella mano sx il libro nero e in quella dx il libro giallo. Convinta di ciò che sta facendo, lascerà andare con il vento il libro nero tendendosi invece stretto il libro giallo su cui andrà ad annotare ancora qualcosa se vorrà e che potrà rileggere se ne sentirà il bisogno nei momenti in cui avvertirà la necessità di rincuorarsi ancora un po’.
    A questo punto lei potrà tranquillamente siglare un armistizio (a suo favore) in questa lotta fra lei e le sue paure.
    Vinte almeno le attuali paure vedrà che non le serviranno più indicazioni pratiche su come socializzare e tutto verrà da sé ..
    La escluderanno ? Piacerà ad altri ! Il mondo è grande !
    La giudicheranno ? Si ricordi che il giudizio appartiene a chi lo proferisce non a coloro che ne sono vittime. Inoltre il giudizio fa male a chi lo accetta, mentre lei lo rifiuterà non credendo all’immagine distorta che altri vorranno dare di lei, ma confidando nell’immagine fiduciosa, accogliente e positiva che lei darà di se stessa.

    ‘Ti presterei gli occhi miei per vedere ciò che tu non vedi’ sono le parole di una nota canzone. Costituiscono anche ciò che la invito a fare. Si liberi dei ‘vecchi vestiti’ e ne indossi di nuovi.

    Dal suo scritto emana una capacità d’amare straordinaria. La invito a farne parte al mondo . e a sentirsi parte di un mondo che la aspetta . il passato è passato (anche se le duole ancora un po’) .. Adesso ci sono vari mondi presenti e attuali che lei – maggiorenne da un po’ – può abitare, riordinare, migliorare .. Vedrà che saranno tanti coloro che potranno godere della creatura meravigliosa che lei certamente è e sempre più diventerà.