DOMANDA
salve, il mio quesito è molto semplice. Una mia carissima zia ha perso la figlia di solo 34 anni per un infarto improvviso. Ora sembra “esser morta” anche lei: non piange, non urla, non si fa avvicinare ne toccare da nessuno. Vorrei sapere se ci fosse un qualche consiglio utile, qualche accorgimento per esserle d’aiuto e piano piano uscirne fuori. grazie
cordiali saluti
RISPOSTA
Cara lettrice,
questa “morte apparente” che lei vede in sua zia è una reazione al dolore per la morte della figlia, un dolore che è stato così forte ed improvviso che adesso sua zia sembra congelata o pietrificata. Per quanto possa fare impressione, in una situazione come quella che mi descrive questa reazione è normale, almeno inizialmente. Contrastarla non serve; tenga presente che l’immobilità è una condizione innaturale, che richiede un enorme dispendio di energie e che non può essere mantenuta a lungo. Tuttavia, conviene prevedere che a questa fase ne seguiranno altre, e che non sarà facile “uscirne fuori” come dice lei. Immagini che sua zia abbia avuto un incidente in cui si è rotta tutte le ossa; bisogna predisporre un percorso di riabilitazione lungo e faticoso, sapendo che ci sarà un periodo di immobilità, e poi un periodo di lento e progressivo recupero, ma che comunque niente tornerà mai più come prima.