DOMANDA
Mi può consigliare 1 buon materasso e 1 buona rete matrimoniale? Ho problemi di discopatia e mi trovo male con il lattice…Mi sarei indirizzato su 1 Dorelan myform hd…Mi dice qualcosa per la rete? Grazie per l’ev risposta.
RISPOSTA
Per ottenere il letto ottimale occorre scegliere bene il teleio, il materasso e il cuscino; le descrivo i criteri per effettuare una buona scelta.
Il telaio che sostiene il materasso
Il telaio è valido quando è costruito interamente in legno, senza parti metalliche ed è dotato di doghe flessibili: esse essendo elastiche ed indipendenti l’una dall’altra, si modellano sul corpo seguendo le curve naturali. Inoltre, sono munite di snodi speciali in caucciù, in modo da adattarsi meglio ai contorni del corpo.
Mentre la rete troppo morbida e cedevole altera le curve fisiologiche, il telaio con doghe flessibili permette il loro mantenimento.
Lo analizziamo dettagliatamente:
. vi sono doghe ad elasticità normale in corrispondenza dell’appoggio della testa,
. sono più morbide e più piccole in corrispondenza del tratto dorsale della colonna, per cedere laddove la colonna è convessa (cifosi dorsale); se si dorme sul fianco, esse accolgono la spalla che si trova al di sotto.
. Le doghe poste in corrispondenza della regione lombare sono regolabili; permettono di mantenere la giusta lordosi lombare quando si dorme in posizione supina. Le stesse doghe mantengono in asse le vertebre lombari quando si dorme sul fianco, evitando che la colonna assuma un atteggiamento di scoliosi lombare; quando si dorme in posizione prona, esse impediscono l’aumento eccessivo della lordosi lombare.
. In corrispondenza dei glutei, le doghe sono più morbide ed elastiche.
. Infine, in corrispondenza degli arti inferiori, le doghe hanno un’elasticità media come quelle che sostengono la testa.
La rete a doghe di legno permette anche una buona ventilazione del materasso, attraverso il quale viene dissipata nell’aria la traspirazione del corpo.
Materasso
Per ottenere i migliori risultati, il materasso deve accordarsi perfettamente al telaio che lo sostiene, in modo da adattarsi alle curve fisiologiche e da opporre ai rilievi del corpo la giusta controspinta.
Il materasso in lattice, si adatta molto bene al telaio costituito da doghe flessibili; ne sfrutta le caratteristiche conformandosi alle curve del corpo, avvolgendolo completamente. Ogni parte del corpo è sostenuta e avvolta, ricevendo la giusta spinta uguale al suo peso: non vi sono più zone soggette a maggior pressione ma essa è distribuita su tutta la superficie.
La circolazione del sangue non viene ostacolata e, di conseguenza, non si avverte l’esigenza di cambiare spesso posizione e girarsi nel letto.
Talvolta nei materassi moderni al lattice viene aggiunto uno strato di soia che permette di ottenere un piano di riposo ancora più confortevole in grado di distribuire la pressione in modo uniforme e costante su tutta la superficie del corpo.
I consigli per chi preferisce dormire sul fianco
Un particolare da non trascurare è l’abitudine, da parte di molti, di dormire in decubito laterale, in posizione fetale: il rachide lombare si flette riducendo la lordosi o, peggio, assumendo un atteggiamento di cifosi. Naturalmente rilassarsi per pochi minuti in questa posizione non è negativo, anzi, può essere positivo, soprattutto per chi è rimasto a lungo in stazione eretta o in posizioni che hanno accentuato la lordosi lombare. Ma per chi è rimasto otto ore seduto in ufficio, restare altre otto ore in flessione anche durante la notte non è altrettanto positivo. Si comprende come in questi soggetti, col il passare del tempo, la lordosi lombare si riduce e il rachide, gradualmente, perde la capacità di estendersi. Pertanto, chi ha l’abitudine di dormire in decubito laterale è bene che riduca la flessione degli arti inferiori e, almeno prima di addormentarsi, controlli con una mano il mantenimento della lordosi lombare.
Cuscino
La funzione del cuscino è molto importante perché costituisce il supporto della parte più delicata della colonna vertebrale, la zona cervicale: deve sostenere le vertebre mantenendo la fisiologica lordosi cervicale.
L’altezza del cuscino deve essere adeguata alle caratteristiche della colonna del soggetto. Chi ha una colonna ben mobile, senza alterazione delle curve fisiologiche, può fare a meno del cuscino o tenerne uno molto basso. Chi, invece, ha la cifosi rigida o un po’ accentuata (dorso curvo), è bene che usi un cuscino più alto, per evitare che, in posizione supina, la testa cada all’indietro accentuando la lordosi cervicale.
Il criterio per valutare se il nostro cuscino ha il giusto spessore è la verticalità dello sguardo: quando siamo distesi e rilassati e la testa si trova sul prolungamento del rachide, gli occhi devono guardare avanti, verso il soffitto.
In alcuni casi è importante utilizzare un cuscino cilindrico, il cui spessore deve essere tale da riempire lo spazio compreso tra le vertebre cervicali e la superficie del materasso in modo da costituire un supporto per fisiologica lordosi.
Tale sussidio è fondamentale
. per chi ha subito un colpo di fusta cervicale,
. per chi presenta una riduzione, rettificazione o inversione della lordosi cervicale,
. per chi soffre di cervicalgia o cervicobrachialgia da ernia del disco. Il supporto agevola il corretto riposizionamento del nucleo polposo del disco e la riduzione del dolore.
Fatte queste premesse, appare evidente che il cuscino definito anatomico, per essere veramente tale, deve avere diverse misure, in modo che ognuno possa scegliere la giusta altezza per le caratteristiche della propria colonna.
Sono validi sia il cuscino di lana che il cuscino di lattice. Il cuscino di lana può essere modellato a seconda della posizione che si assume; ciascuno lo farà riempire con poca o molta lana a seconda delle proprie necessità.
Quando si dorme in posizione prona è meglio non usare il cuscino. Tuttavia, occorre aggiungere che, in presenza di cervicalgia, la posizione prona è sconsigliata, perché costringe il collo in una posizione asimmetrica prolungata.
Quando invece si dorme sul fianco il cuscino è necessario per mantenere ben allineate le vertebre cervicali con il resto della colonna.