DOMANDA
Buongiorno professore,
le scrivo perchè quest’anno a mia figlia, 15 anni,in seguito ad una serie di disturbi e conseguenti accertamenti,sono state diagnosticate celiachia e tiroidite autoimmune.
Mia figlia non stava male ma ha sempre sofferto di mal di testa, stanchezza,pelle secca,bassa tonicità muscolare a cui ultimamente si erano aggiunti crampi notturni e perdita di capelli.In aggiunta a tutto ciò, non ha ancora avuto la prima mestruazione.La ragazza è alta e non è mai stata magra.
La dieta senza glutine che sta seguendo da 6 mesi ha fatto rientrare i valori degli anticorpi legati alla celiachia,ma gli esami evidenziano sempre un altissimo valore degli anticorpi TPO (>1000),nonostante il TSH che prima della dieta era al limite dell’ipotiroidismo ora sia rientrato al valore 1,72uU/mL.l’ecografia alla tiroide non ha riscontrato problemi.Ho già consultato un endocrinologo che pare non dare grande importanza alla questione degli anticorpi, ed in effetti, leggendo molti articoli,mi pare che la medicina cosiddetta “ufficiale” si limiti in questi casi ad attendere che gli anticorpi distruggano la tiroide per poi intervenire con l’ormone sostitutivo.Ho letto invece di medici che affermano che esistono metodi che intervengono sulle cause della tiroidite e che quindi riescono,soprattutto grazie all’alimentazione,a ridurre se non ad eliminare gli anticorpi TPO.Vorrei quindi un consiglio senza pregiudizi su come procedere al meglio,vista la varietà di aspetti e la giovane età.
RISPOSTA
la tirodite di hashimoto è molto frequente e può associarsi ad altre patologia autoimmuni e alla celiachia. Se sua figlia non avesse avuto ancora il menarca per sicurezza dovrebbe farla vedere per decidere se sia il caso di valutare la presenza di poatologie autoimmuni relative ad altre ghiandole endocrine. Gli anticorpi anti tiroide di solito sono soprattiutto diagnostici e la terapia si regola non in base al titolo degli anticorpi ma in base al valore di TSH, che deve mantenersi nella norma . In effetti di solito non serve ripetere l’esame ma è molto importante ripetere il TSH periodicamente. Frequentemente la tiroidite di Hashimoto si associa a sindrome dell’ovaio policistico e tale possibilità andrà valutata in base ai dati raccolti dallo specialista
Come vede sarebbe meglio che faccia vedere sua figlia ad un endocrinologo che tenga presente tutte lepossibilità per arrivare ad una diagnosi complessiva del problema e inizi subito la terapia
