DOMANDA
Salve mi rivolgo a lei sperando in un suo consiglio ;sono Francesca ed ho 57 anni,a febbraio mi sono accorta di avere un piccolo calazio nella palpebra inferiore sinistra,e dopo circa una decina di giorni ho notato che da quell’occhio vedevo molto annebbiato.Ho consultato l’oculista e la diagnosi è stata:Trombosi retinica della vena centrale con diffusa emorragia.Non soffrendo io di nessuna patologia,si è pensato ad uno sbalzo pressorio,per cui ho fatto i relativi controlli con esame Holter sia pressorio che cardiaco,il cuore va ok,la pressione mass sui 150.Per l’occhio non mi è stato prescritto nulla fino a Maggio,quando mi è stata fatta un iniezione intravitreale con Ozurdex,che avrebbe dovuto nel arco di 6 mesi riassorbire un pò di edema e farmi vedere leggermente meglio.Ad oggi questo non è accaduto, vedo come prima, ed all’ultima Fluorangiografia non si nota nessun cambiamento.L’oculista mi dice che per la vista non c’è nulla da fare,può solo con il laser bloccare i vasi che si formano per impedire il sopraggiungere del glaucoma.Vorrei da lei gentilmente sapere se veramente non si può fare più nulla,o se c’è un altra possibilità dove posso rivolgermi. Le scrivo dalla Sardegna,ma potrei spostarmi se ci fosse un alternativa anche al nord. La ringrazio dell’attenzione Francesca
RISPOSTA
Gent.ma Paziente,
La trombosi della vena centrale della retina si associa spesso a edema maculare e neovascolarizzazione retinica e iridea a causa della conseguente ischemia della retina. Nei casi più gravi si può manifestare il cosiddetto glaucoma neovascolare a causa dell’aumento della pressione oculare. E’ importante stabilire che non ci siano cause generali che abbiano favorito l’insorgenza di questa condizione oculare. Dunque è bene consultare il medico di medicina generale. Per quanto riguarda la possibilità di trattamento dell’edema maculare, oggi esistono farmaci autorizzati quali l’impianto di desametazone, che le è già stato somministrato, e un farmaco cosiddetto anti-VEGF, ovvero il ranibizumab. Abbiamo avuto la possibilità di partecipare alle sperimentazioni con entrambi i farmaci presso la Clinica che dirigo ed entrambi i farmaci si sono dimostrati molto efficaci soprattutto se utilizzati precocemente. Nel caso si fossero già sviluppati dei neovasi, o retinici o iridei, il trattamento di scelta è la fotocoagulazione laser, anch’essa da effettuare quanto prima.
Rimango a disposizione. Cordiali saluti.
Prof. Paolo Lanzetta
Direttore Clinica Oculistica Università di Udine
Direttore Scientifico IEMO – Istituto Europeo di Microchirurgia Oculare, Udine