debolezza gambe

    DOMANDA

    Buonasera Prof.ssa Lopez.Vorrei sottoporle questa mia situazione.
    Ho due figlie : una di 19aa affetta dall’eta’ di 14 aa della Sd Janz ed emicrania controllate con Keppra500 x2+Topamax25 1 al di’. Un’altra di 8aa che da due mesi ha iniziato ad accusare (2 volte a settimana circa)dolore ad entrambe le ginocchia e cedimento delle gambe con impossibilita’ a mantenere la stazione eretta ,devo sostenerla da sotto le ascelle altrimenti cade, non perde conoscenza, non rilascia gli sfinteri ne’ si morde la lingua ma la faccio sedere o sdraiare.Cio’ dura circa 10/15 minuti dopo di che’ ritorna normale a saltare e correre come se niente fosse successo.Ho eseguito esami ematici di routine,ecg+visita cardiologica, Risonanza Magnetica :Tutto negativo.
    L’EEG in veglia ha evidenziato qualche PUNTA nelle derivazioni centroparietali>>a detta del neurologo non significative; con Deprivazione >>pulito. Che cosa sta succedendo a questa mia seconda figlia? Inoltre mio marito in eta’ pediatrica(5/6 aa ) avrebbe avuto delle “crisi” con caduta a terra e morso lingua trattate per tre anni con Ospolot cpr e successivamnte sospese con remissione completa della sintomatologia. La ringrazio della sua risposta .

    RISPOSTA

    Gentilissima signora, farei vedere sua figlia da un neuropsichiatra o un neurologo. Questi episodi di debolezza delle gambe con dolore, devono essere indagati innanzitutto con un approfondito esame neurologico. Prima della visita lei potrebbe raccogliere tutte le informazioni rilevanti: cosa faceva prima dell’episodio, cosa aveva mangiato, quanto tempo prima aveva mangiato, se c’era freddo, o caldo, se in mezzo fra gli episodi ha notato qualcosa di diverso, ad esempio movimenti particolari degli occhi, etc. Non credo che si tratti di attacchi di tipo epilettico, ma ha fatto benissimo a fare le indagini per escluderlo, e se deve ripetere esami ematochimici, aggiungerei anche il dosaggio degli elettroliti e degli ormoni tiroidei, e delle CPK, con indicazione di quanto tempo è passato dall’ultimo episodio al momento del prelievo. In questo modo il neuropsichiatra avrà in mano tutte le informazioni necessarie a completare la sua valutazione.