DOMANDA
Gentile prof. D’Anchise, mia madre (71anni), sottoposta ad intervento chirurgico con riduzione ed osteosintesi con placca liss e viti, a causa di una frattura sovracondiloidea del femore dx, l’altrieri è stata sottoposta a radiografie e a visita ortopedica. Dopo la radiografia (ma prima della visita ortopedica), io e i miei familiari abbiamo letto su un foglio che è allegato alle lastre: “Sequele di frattura del III distale della diafisi trattata con mezzi di sintesi metallici tuttora in sede”. Quando l’ortopedico ha esaminato le lastre ha detto che il callo osseo si è formato del tutto e che poteva da quel momento alzarsi e camminare naturalmente continuando la riabilitazione. Inoltre, le ha detto che non avrebbe dovuto più assumere l’eparina e che non sarebbe stato più necessario sottoporsi ad ulteriori visite di controllo. Se da un lato le parole dell’ortopedico mi hanno fatto piacere, dall’altro, l’affermazione fatta su quel foglio mi preoccupa. Mi conforterebbe conoscere il Suo autorevole parere in merito alla questione. Da tempo indossa una calza elastica. Per quanto tempo deve continuare ad usarla? RingraziandoLa in anticipo per la risposta, Le invio i miei più cordiali saluti.
RISPOSTA
se la frattura è consolidata non ci sono problemi si può riprendere le normali attività. Se si utilizza una calza elastica si può togliere se non ci sono problemi circolatori. Eventualmente sentire il parere di un angiologo. Da valutare la possibilità di rimuovere nel tempo la placca.
