Varicocele e idrocele

    DOMANDA

    Buongiorno,

    Ho 29 anni e devo sottopormi ad intervento di varicocele al testicolo sinistro (IIIo grado). Capisco che ci sono differenti tecniche e ciascuno specialista tende a proporre naturalmente quella in cui ha più esperienza. Volevo sapere quali sono i motivi che dovrebbero farmi propendere per una tecnica chirurgica al posto della scleroembolizzazione. Naturalmente il paziente tende a preferire la tecnica meno invasiva per semplice avversione al bisturi e all’anestesia.

    Mi è stato diagnosticato anche un piccolo idrocele al testicolo destro: medici consultati mi hanno dato pareri discordi in merito all’intervento su questo problemino. Quali sono a suo avviso i criteri da seguire nel prendere una decisione su questo?

    Grazie. Cordiali saluti,

    RB

    RISPOSTA

    IL reale rischio di un intervento come quello del varicocele è la recidiva.
    Gli interventi che presentano il minor rischio di recidiva sono la tecnica chirurgica (che noi usiamo) e quella mista chirurgica-scleroembolica.
    La tecnica di sclero-embolizzazione sotto controllo radiologico richiede l’incannulazione di grosse vene dell’organismo quali la vena femorale e il passaggio attraverso la più grossa vena del nostro corpo: la vena cava con la contestuale somministrazione edovenosa di sostenze sclerosanti.
    Per quanto riguarda l’idrocele diagnosticatogli, la scelta di intervenire chirurgicamente o meno dipende dal volume dell’idrocele e quindi dai concomitanti fastidi di ingombro soggettivamente riferiti dal paziente.