cosa fare?

    DOMANDA

    salve!il mio ragazzo,24 anni,mi ha lasciato in un periodo in cui ha attacchi di panico,non sta bene più con nessuno e in nessuna situazione.ha iniziato delle sedute dallo psichiatra,convinto da me perchè inizialmente restio.io non so come comportarmi,chiamarlo o rispondere solo quando mi cerca lui(mi chiama ogni giorno)!all’inizio non avevo capito bene a che punto era arrivato e gli ho anche detto che visto che mi aveva detto che senza di me sta meglio,io me ne uscivo da ogni situazione riguardante lui.appena gli ho detto così,per laprima volta,è scoppiato in lacrime,non riusciva a farmarsi!ha continui sbalsi d’umore e è arrivato a fare anche pensieri piuttosto negativi!mi dica come devo stargli vicino,far capire che può farcela.
    secondo lei il fatto che mi ha lasciato è stato una causa o una conseguenza a questo suo malessere?
    la ringrazio della disponibilità.

    RISPOSTA

    Gent.ma Francesca,
    gli attacchi di panico sono un sintomo di tipo ansioso che costituisce un segnale di uno stato di sofferenza emotiva e relazionale della persona. Ma anche indicano desiderio e paura di cambiamento. Ansia come sinonimo di paura del futuro, di ciò che non si conosce, ansia come timore di disorientamento, come timore di non avere supporto nella eventualità di un passaggio esistenziale e cambiamento di vita. Chiedere un aiuto specialistico, come quello di uno psichiatra, e intraprendere un percorso di cura e conoscenza di sé, dei propri limiti e possibilità, sono i primi passi per una comprensione di ciò che questo sintomo significa per la persona a livello relazionale, di storia presente e passata, del perché si manifesta proprio in quel momento, e di quali riflessioni possono scaturire dal momento di crisi per individuare nuove consapevolezze e prospettive. Comprendo la difficoltà che vive nello stare accanto al suo “ex” fidanzato, sia perché è doloroso vedere una persona cui si vuol bene soffrire ed essere disorientata, sia perché c’è anche il suo dolore, immagino, per una relazione che sta cambiando e per le domande che pone e con le quali lei rimane per ora senza apparente risposta. Mi ha lasciato per colpa mia o per colpa degli attacchi di panico? Farò meglio o peggio a cercarlo? In che modo è più opportuno stargli vicino? E questo stare vicini aiuta lui per non sentirsi abbandonato in un momento tanto difficile o anche me per non sentirmi troppo in colpa se faccio un passo indietro?
    Col presupposto che le domande rivolti a se stessi sono sempre un ottimo punto di partenza e cambiamento, credo che una risposta in senso assoluto non ci sia, quanto piuttosto la necessità di capire in quale tipo di relazione siete e volete essere e la distinzione tra i bisogni di ognuno di voi due. Importantissimi entrambi, purché chiari ad ognuno e condivisi. Il percorso può essere lungo e complicato, ma con un supporto che sostiene, chiarisce e accompagna è sicuramente possibile, come dice lei, “farcela”.
    Con i miei migliori auguri, cordialmente
    Laura Belloni