incapacità di andare avanti

    DOMANDA

    Buon giorno,
    sono una studentessa universitaria. I primi 5 anni di università sono trascorsi serenamente e sono riuscita a sostenere tutti gli esami con un’ottima media. Vivevo da sola,nella città in cui si trova l’università, e riuscivo a organizzarmi bene. Ora, da 2 anni, sono tornata a vivere con i miei genitori e non riesco più a studiare né a scrivere la tesi. Mi mancano solo due esami e metà tesi ma il tempo passa ed io non combino nulla. Passo le giornate da sola in casa: pulisco, cucino, stiro, guardo la tv, mi abbuffo.. per fortuna qualche volta riesco ad andare a correre. Sono quasi sempre triste ed ho voglia di piangere, non so più cosa fare. I miei genitori e familiari non sospettano nulla, anzi mi considerano una ragazza forte e riversano su di me anche i loro problemi. Sono la loro valvola di sfogo. A volte mi sento il genitore della situazione. Non riesco a parlare con loro, è come se non mi conoscessero. Racconto molte bugie sulla mia situazione. Vorrei laurearmi, trovare un lavoro, andare a vivere con il mio ragazzo che adoro e che mi adora… ma rimango qui e non faccio nulla per cambiare. L’unica cosa che cambia è il numero segnato sulla bilancia, che continua a crescere. Mi è anche venuto il dubbio di essere depressa, ma quando esco con il mio ragazzo e non penso agli studi non sto malissimo. E’ quando rientro in casa che la situazione cambia ed i miei occhi diventano lucidi e non riesco a fare nulla. Vorrei un consiglio, non ce la faccio più… grazie.

    RISPOSTA

    La motivazione e la stabilità emotiva prendono forma in noi stessi, ma hanno origine anche nell’ambiente che spesso riesce a fornire stimoli, supporti, valori e ragioni per agire, ma che – talvolta – invece riduce le possibilità di mettere a frutto i propri doni e le potenzialità.
    Il mio ‘consiglio’ ?
    Perché non dire ai suoi genitori che per completare la tesi ha bisogno di trasferirsi 6 mesi (che poi possono diventare di più) nella sede universitaria per raccogliere materiale ed avere maggiori occasioni di confronto con il suo relatore. ?
    Ciò forse non risolleverà il suo disagio e le conflittualità familiari, ma intanto le consentirà di laurearsi e di riprogettare il futuro.
    I suoi vedono in lei una persona ‘forte’. Temo che se insiste nel vivere in un contesto che trova ‘distraente’, la sua capacità di essere ‘per gli altri’ diminuirà anche per effetto delle difficoltà nell’aiutare se stessa.
    Non indugi allora e faccia comprendere ai suoi familiari il bisogno (che è reale..ben diverso dalle ‘bugie’ che sente di dover raccontare ora) di allontanarsi per completare studi e tesi e poter nuovamente dispiegare le ali per quel volo che le auguro essere magnifico verso la vita, la sua.