isterectomia totale, tumore ai reni, vescica

    DOMANDA

    Gentile dottore, Ho 38 anni e ho subito una isterectomia totale piver 3 con conservazione delle ovaie per adenocarcinoma maligno della cervice uterina (6 mm).Mi sono stati asportati 20 linfonodi (3 comuni dx, 1 comune sn, 4 iliaci esterni, 3 otturatori sn, 5 iliaci esterni dx, 4 otturatori dx), che sono risultati negativi.In più, durante l’intervento sono stati analizzati anche i linfonodi gastrici. I medici di Aviano mi dicono che sono guarita, ma i miei dubbi riguardano un possibile aumentato rischio in futuro di tumore ai reni.E’ vero, come ho letto, che l’isterectomia comporta un maggior pericolo di cellule malignie nei reni?

    Inoltre, nel corso dell’intervento, mi è stata lesionata la vescica, che è stata immediatamente suturata.Questo “incidente” è destinato ad avere consequenze negative nel recupero della piena funzionalità di questo organo? A distanza di 2 mesi non avverto ancora lo stimolo di urinare ma unicamente dei dolori al basso ventre.

    La ringrazio Simona

    RISPOSTA

    Gentile signora,

    circa il quesito se l’isterectomia predisponga al tumore del rene, non c’è nessun dato al proposito e non c’è alcuna evidenza. Per quel che riguarda la lesione vescicale, una volta suturata, la vescica non crea alcun problema. E’ invece possibile che ci sia stato un coinvolgimento della “componente nervosa”, che regola la normale funzione della vescica, in corso di intervento chirurgico: questo si può verificare se la malattia di base era estesa o comunque sia stata richiesta una ampia demolizione. Potrebbe essere che, per il futuro, lei possa riprendere la normale funzionalità vescicale. Al presente, di certo, bisogna essere sicuri che la vescica si svuota: quindi è opportuno che venga valutato il residuo postminzionale o con un cateterismo o con una ecografia. E’ chiaro che se la vescica non si vuota, bisogna pensare ad cateterismo intermittente durante il giorno nella speranza che la ripresa funzionale avvenga quanto più rapidamente.

    Cordiali saluti, Filiberto Zattoni