DOMANDA
Gentile Prof.re, mio padre 81 anni e stato colpito da ictus, inizialmente prendeva i farmaci regolarmente ora
si rifiuta (abbiamo problemi a comunicare) e noi trituriamo i farmaci e poi li mescoliamo ai cibi.
I farmaci sono i seguenti:
Bisoprololo, Enalapril, Baclofene, al mattino nel latte.
Plavix a pranzo generalmente mescolato al formaggio.
Vorrei sapere se possiamo considerare questa modalità di assunzione valida o se dobbiamo forzarlo alla assunzione normale.
La ringrazio per la sua disponibilità.
RISPOSTA
Io credo che la prima cosa da fare sia rispettare il paziente e venire incontro ai suoi bisogni, forzandoli solo in caso di estrema necessità.
L’interazione dei farmaci col cibo determina, in linea generale, una riduzione nella velocità di assorbimento e quindi nella velocità di comparsa dell’effetto, ma, tranne casi particolari che non rientrano, a mia conoscenza, tra quelli segnalati, non altera significativamente la quantità dell’effetto. Nell’insieme, il cibo induce essenzialmente una variazione cinetica cioè temporale.
Trattandosi di una modalità di somministrazione ormai divenuta cronica è ragionevole supporre che nel caso del paziente si sia stabilita una nuova condizione di equilibrio funzionale che comunque garantisce l’effetto.