DOMANDA
Professore buonasera,
con questa biopsia a 40 anni1,3)ADENOcarcinoma MODERATAMENTE DIFFERENZIATO ACINARE DELLA PROSTATA CON PERMEAZIONE NEOPLASTICA PERINEURALE(GLEASON 6°:3+3) La neoplasia interessa il 30% di un frustolo paramediano sinistro e focalmente il frustolo apice sinistro. 2,4-6)Frustoli prostatici esenti da neoplasia.
Vorrei sapere se no me ne fossi accorto e avessi trascurato la prevenzione fatta 5 anni prima quanto mi rimaneva da vivere e in quanti anni si poteva evolvere?
Lei cosa mi consiglia la radio la prostactomia e di che tipo robotica o open o vigile attesa.
Sono di Bari mi può consigliare qualche centro. Dopo operazione mi faranno qualche cura? E solitamente quanto tempo di vita si ha con dagnosi di questo tipo.Grazie
RISPOSTA
Buongiorno,
nella scelta della terapia primaria per un carcinoma prostatico Gleason 6 (3+3) localizzato il parametro eta’ e’ molto importante. Una strategia di vigile attesa ( controlli senza eseguire subito una terapia) viene maggiormente proposta in soggetti che hanno un eta’ superiore a 65 anni.Come dire che in un soggetto di 40 anni e’ improbabile che il tumore non riesca ad influenzare negativamente la sopravvivenza e qualità’ di vita del paziente.
Nella scelta fra radioterapia e prostatectomia radicale (due opzioni comunque possibili) , la chirurgia può’ avere un vantaggio in termini di controllo oncologico rimuovendo la ghiandola prostatica con un tumore in essa localizzato. La chirurgia permette in caso di una successiva progressione locale, di eseguire una radioterapia sulla loggia prostatica. Controllare un paziente dopo chirurgia e’ più’ semplice da un punto di vista oncologico con il PSA che diviene un marcatore molto affidabile.
La radioterapia blocca il tumore nella ghiandola prostatica, in molti casi per molti anni. In caso di insuccesso non si può’ procede a chirurgia (effetti collaterali moto elevati e scarsi vantaggi). Il controllo post trattamento e’ più’ difficile con il PSA poco efficace.
da un punto di vista degli effetti collaterali esiste un vantaggio a favore della radioterapia che con nuove macchine permette ora un puntamento più’ preciso e quindi meno effetti collaterali.
La prostatectomia radicale si lega soprattutto al problema del mantenimento della funzione sessuale. E’ possibile selezionando bene i pazienti , eseguire una tecnica di risparmio dei nervi erigendi che, soprattutto nei pazienti più’ giovani e con una normale attività’ sessuale preparatoria, può’ permettere in elevate percentuali il mantenimento di una buona attività’ sessuale.
nella selezione dei pazienti e’ utile eseguire una risonanza magnetica multiparametrica della prostata con studio trattografico dei nervi erigendi, che descrive bene i rapporti fra tumore e nervi erigendi prima di procedere all’intervento .
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra
Coordinatore Prostate Cancer Unit
Policlinico Umberto I
Universita’ sapienza
Roma