DOMANDA
Gentilissimo dott. Trevisan
Oltre ad avere un K prostatico ho problemi di osteoporosi che cerco di combattere con vitamina D e calcio assunto con gli alimenti, mentre da un mese ho sospeso dopo un anno le infusioni di a. zoledronico per timore di necrosi della mascella. Ora ho letto su internet alcune notizie che mi hanno lasciato un po’ sorpreso e francamente un po’ preoccupato, gliele trascrivo integralmente per non incorrere in eventuali errori.
“La correlazione tra consumo di latte e cancro prostatico è stata descritta da oltre 10 anni. Di recente è stato riportato un aumento di rischio del 50% nei forti consumatori di latticini e, secondo alcuni Studi, sarebbe la frazione non-grassa del latte, a causa del contenuto di Calcio, più che i grassi saturi del latte ad essere il fattore responsabile di questo aumento di rischio.” Cosa gliene pare? Il paziente oncologico, come me, come si deve comportare? Quale patologia deve “scegliere” di fronteggiare? In attesa della gradita Sua Le porgo i miei saluti
RISPOSTA
Caro signore,
E’ vero che l’elevato consumo di latte è stato associato ad un aumento del rischio di tumore per uno stimolo dei fattori di crescita associati all’ormone della crescita. Peraltro tale rischio è legato a un utilizzo significativo e molto prolungato di latte e si manifesta come possibile fattore che aumenta il rischio di incorrere nel tumore, mentre non vi è motivo di pensare che il consumo di latte e latticini modifichi la prognosi una volta che si è contratto il tumore. Ad ogni modo il mio consiglio è il seguente: faccia un uso moderato di latte e latticini, ma cerchi di mantenere un adeguato apporto di calcio utilizzando altri cibi ricchi di calcio, acque minerali ricche di calcio ed eventualmente supplementazioni farmacologiche di calcio.