Frequenza cardiaca feto 14 settimane

    DOMANDA

    Buongiorno, ho trentadue anni, sono incinta del primo figlio alla quattordicesima settimana. Sabato ho eseguito un’ecografia (13+6).

    Il feto misura 9 cm, il battito cardiaco rilevato era di 120, poi 130 bpm, poi è salito ancora leggermente. Mi è stato detto che è tutto nella norma, ma a me sembra che il battito sia lento rispetto alla settimana in cui sono.Il ginecologo ha detto di star tranquilla, perché l’importante è la variabilità del battito.

    La translucenza nucale eseguita due settimane prima dava valori molto buoni, a parte appunto il battito di 148 per il quale mi è stato consigliato di fare un monitoraggio dopo dieci giorni, perché leggermente sotto la media.

    Vorrei comunque un altro parere perché dopo l’ultima ecografia a me sembra comunque molto basso ( su internet ho trovato poche informazioni e parlano tutte di 150 bpm per la settimana in cui sono.

    La ringrazio anticipatamente e la saluto.

    RISPOSTA

    buongiorno.

    non ho mai misurato la frequenza del battito cardiaco del feto nel primo trimestre e non mi sono mai pentito di non averlo fatto. certo un’evidente anomalia (frequenza di 60/min per esempio) salterebbe all’occhio e necessiterebbe di un approfondimento. per le frequenze indicate da lei (148 invece di 150!!), non deve preoccuparsi.

    colgo l’occasione per ancora una volta dolermi dell’atteggiamento masochistico di una ricerca ossessiva della normalità in gravidanza. è ovvio che tutti vorremmo che il nostro bambino sia sano e che tutte le mamme sono sempre state preoccupate che il bambino “avesse tutto”. ma un tempo questa preoccupazione si limitava ad un intimo timore o speranza, che rimaneva chiuso nel cuore della mamma o al massimo veniva espresso ai suoi cari più prossimi.

    ora con l’avvento delle tecnologie moderne, c’è la possibilità di monitorare infiniti parametri dello sviluppo del bambino. questo può portare al riconoscimento di anomalie e in qualche raro caso anche alla prevenzione o soluzione dei problemi. però questo fa sì che si possa estendere all’infinito la ricerca della “normalità”. e estendendo all’infinito si potrà sempre trovare qualche cosa che non rientra nei limiti e quindi potersi preoccupare a volontà. se poi non basta più neppure la tranquillizzazione dello specialista e si va a cercare su internet, si troverà sempre, tra gli infiniti messaggi, qualcosa che ci dirà che non è normale anche ciò che lo è. e tutto questo, oltre a essere uno spreco di tempo e di denaro, è sopprattutto una fonte di ansia e di malessere che sarebbe bene evitare.

    facendo un ragionamento tecnico, si può dire che un parametro (un esame del sangue o una misura fetale) è definito normale se il suo valore è compreso tra i limiti in cui rientra il 90% della popolazione sana (tra il 5° e il 95° percetnile), quindi il 10% della popolazione sana ha valori al di fuori di questo parametro. se misuriamo 10 parametri è “normale” che almeno uno fuoriesca dalla norma. se misuriamo 1000 parametri (cosa che forse si fa in una gravidanza), è praticamente certo che uno o più siano fuori dalla norma e quindi possiamo liberamente preoccuparci.

    detto questo, la soluzione non è facile. la capacità di interpretare i dati necessita di competenza o di fiducia nei competenti.

    forse la soluzione del problema sta in una visione più trascendente della realtà: invece della ricerca del controllo del proprio benessere, con il rischio di trovare malessere, come detto, una visione del mondo più altruistica e/o fatalista, potrebbe risultare più equilibrata. ma qui si esce dalle mie competenze di ginecologo e si entra in un campo dove ovviamente non ho nulla da insegnare e ognuno può dire la sua. non c’è ovviamente nessun riferimento personale a lei, ma solo un discorso generale generato dalle mille mail di questo tenore che arrivano qui.

    cordiali saluti

    pietro jacini